berlusconi

 

Berlusconi, perché non parli?

 

Un silenzio assordante tra mille domande

 

Tante le domande che vengono poste, tante le ipotesi e le voci (oltre alle cazzate, naturalmente) che si rincorrono, poche, quasi nulle, le notizie che trapelano.
Le vicende societarie, il rifinanziamento, l’ingresso di un nuovo socio (di maggioranza o di minoranza che sia), i misteri intorno alla figura di Mister Li; diciamo che il tifo rossonero sta vivendo momenti di tensione ed apprensione che col calcio giocato non hanno nulla a che vedere, e Dio solo sa quanto invece vorremmo sentire solo parlare di mercato, di ritiro, di sorteggi per le coppe europee e cose di questo genere.
L’altro giorno ci siamo chiesti a chi Silvio Berlusconi ci ha venduti veramente, e sulla base di quali garanzie abbia portato avanti ed a conclusione una trattativa di centinaia di milioni di euro (più di 700 per l’esattezza).
Cioè, ma Berlusconi aveva a cuore la questione di mettere il suo Milan nelle mani di qualcuno di affidabile oppure ha badato solo a prendere la moneta e disfarsi del suoi giocattolino senza badare al futuro?
Non lo sapremo mai.
Così come ci si chiede come mai oggi su Arcore e su Berlusconi sia calato il silenzio, e da lui non venga fuori nessuna dichiarazioni in merito alle vicende che stanno riguardando il suo Milan.
Certo, la campagna elettorale è finita da quasi quattro mesi, e mentre prima del 4 marzo gli veniva chiesto di tutto sulle sorti del suo Milan e lui non faceva mai mancare dichiarazioni anche ambigue sulla sua ex società (vi ricordate quel "va a finire che me lo ricompro io il Milan"?), oggi nessuno gli chiede più nulla e lui si guarda bene dal parlare.
C’è da dire che forse questo silenzio dipende anche dal fatto che ormai con la prossima ri-vendita del Milan da Yonghong Li all’americano che avanza, molti giornalisti “da inchiesta” si stanno rendendo conto che la tesi del riciclaggio e del rientro di capitali era una cazzata di immane proporzioni.
Certo sarebbe bellissimo che Silvio si mettesse bello seduto e ci raccontasse tutto della vendita del Milan e ci dicesse una volta per tutte chi c’è dietro a Mister Li o farci sapere semplicemente se si tratti di un cinese pazzo, un avventuriero che non sapeva in che guaio si stava cacciando oppure se siamo di fronte ad un personaggio alle cui spalle c’erano delle potenze cinesi che in corso d’opera hanno dovuto mutare le proprie intenzioni a seguito delle norme sui capitali imposte da Xi Jinping.
Risulta comunque esercizio inutile farsi queste domande, poiché è pressoché certo che per transazioni di questa portata siano stati imposti patti di riservatezza che impediscono alle parti di svelare i dettagli dell’affare.
E non pensate a questi patti come un giuramento tra amici di custodire un segreto, qui si parla di patti la cui violazione può anche avere implicazioni molto serie per le parti in causa.
Magari un giorno Berlusconi ci parlerà dei motivi (ammesso che li conosca) che a suo tempo portarono al fallimento della trattativa portata avanti da Sal Galatioto il cui nome è oggi tornato di attualità per le vicende che riguardano Tomas Ricketts e famiglia.
O forse non lo farà mai.
Del resto se si venissero a sapere tutte le verità di questi ultimi due anni probabilmente scopriremmo che tre quarti dell’ordine dei giornalisti italiani dovrebbe cambiare velocemente mestiere.

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