
Sterilità
Appena 18 gol fatti in campionato. Zero gol a San Siro per 3 gare consecutive. A Sassuolo un segnale di risveglio. Ma le punte....
In estate lo avevano capito tutti. Probabilmente anche Montella, Fassone e Mirabelli, che prima di acquistare Bonucci per 42 milioni di euro, avevano identificato in una grande punta l'obiettivo principe della campagna acquisti estiva. Morata, Belotti, Aubameyang. Alla fine "solo" Silva e Kalinic, con oltre 60 milioni spesi.
"La differenza oggi l'ha fatta un grande bomber come Higuain". Questa è la conseguenza. Il Milan, ora, con 18 gol è il decimo attacco della Serie A, dietro anche a squadre come Atalanta, Sampdoria, Fiorentina ed Udinese. Le big, quelle con cui teoricamente il Milan avrebbe dovuto lottare, veleggiano fino ai 31, 32 e 35 gol di Lazio, Napoli e Juventus. Quasi il doppio rispetto alla squadra di Montella.
Fino ad ora, guardando alle sole "punte pure", sono arrivati i 5 gol di Cutrone (2 in Serie A, 3 in Europa League), i 3 di Kalinic (in Campionato) ed i 6 di Andrè Silva (tutti in Europa League). 14 gol, di cui solo 5 in campionato. Un po' pochino. A togliere un po' le castagne dal fuoco ci ha pensato come sempre Suso, arrivato a 6 gol stagionali (di cui 5 in campionato).
Il dato è ancor peggiore in casa, dove il Milan è addirittura il quattoridecimo attacco con la miseria di 6 gol segnati (due a testa a Cagliari, Udinese e Spal, con due rigori ed una punizione). I rossoneri è addirittura da fine settembre che non segnano al Meazza tra le mura amiche. Rodriguez e Kessie su rigore per regolare la Spal. Poi nessun gol con Roma, Genoa e Juventus. Nessun gol, in generale, anche in altre due gare, quelle con Sampdoria ed Aek Atene. Sono già 5, quindi, le gare in cui il Milan non è arrivato al gol.
E' la sterilità offensiva il problema numero uno a cui Montella deve porre rimedio al più presto, se vuole perlomeno salvare la stagione. Il Campionato è ormai causa persa, almeno per le prime 5 posizioni. L'obiettivo resta quallo di rimanere in Europa e magari provare a vincere l'Europa League di quest'anno. E proprio questa competizione, richiede da sempre una facilità offensiva non indifferente. Gioco europeo, più spregiudicato e meno tecnico. Questo richiede l'Europa.
Parlando di prestazioni, Kalinic a Sassuolo è stato utile, ma senza dare nell'occhio. Una grande occasione, di testa, svenatata da Consigli, un paio di occasioni mezze e mezze e tanto lavoro sporco. Prestazione da 6. A Montella piace molto, il croato, proprio per il grande lavoro che fa davanti. Tuttavia, il Milan ha anche bisogno di gol e presenza la davanti. E la gestione di Andrè Silva, talento cristallino pagato quasi 40 milioni in estate, lascia ancora un po' perplessi, sopratutto alla luce delle prestazioni dello stesso Kalinic (forse era il caso di una staffetta?) e di Calhanoglu. Va anche detto, a discolpa di Montella, che quando è stato messo in campo, non sempre il portoghese ha stregato, anzi tutt'altro.
Al rientro dalla sosta per le nazionali, durante la quale i 4 uomini offensivi rossoneri saranno rispettivamente impegnati nelle amichevoli di Portogallo (Silva), Spagna (Suso), Italia Under21 (Cutrone) e nelle qualificazioni Mondiali della Croazia (Kalinic), arriveranno due gare in cui probabilmente giocheranno tutti. Kalinic e Suso a Napoli, Cutrone e Silva contro l'Austria Vienna. Alla ricerca di gol e continuità.















