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Mirabelli sul banco degli imputati

 

Tutte le colpe del Ds rossonero. Tra gli acquisti mancati e le dichiarazioni da evitare

 

Se è vero, come è vero, che la gestione sportiva del Milan 2017-18 non sta andando per il verso giusto, non è corretto che il solo a presentarsi al banco degli imputati sia Vincenzo Montella. Fino a prova contraria, per restare sul "legal", il responsabile dell'area tecnica ha un nome ed un cognome. E in quanto responsabile, se il Milan è a 12 punti dall'obiettivo stagionale, accumulati in 11 giornate, è Massimiliano Mirabelli a doverne rispondere in prima persona.

 

Innanzitutto ha dato, in fin dei conti, in mano all'allenatore una squadra incompleta. Nata per giocare 4-3-3, mutata in un qualcosa di ibrido ed ancora indefinito in corso d'opera con l'occasione Bonucci. Non sono arrivate mezze ali utili al gioco dell'allenatore, non ci sono giocatori in grado di cambiare passo e saltare l'uomo, ad eccezione di Suso. 

Calhanoglu e Silva, gli acquisti voluti in prima persona dell'ex osservatore nerazzurro, sono fin qui una delusione, il turco, ed un incompiuto, il portoghese. 

Ma la colpa maggiore, se ce n'è una, è quella di non aver perseguito l'idea iniziale di investire in un grande bomber. Quanti punti in più avrebbe ora il Milan se anzichè spendere 100 milioni tra Kalinic, Silva e Calhanoglu, ne avesse investiti, che ne so, 80 su un bomber di razza ? Difficile dirlo, ma a vedere quanto sono decisivi Mertens, Immobile, Icardi, Higuain e Dzeko per le rispettive squadre, fa ancor più clamore quanto invece non lo siano gli avanti rossoneri. 

 

Anche la gestione comunicativa è stata fin qui fallace. Partenza simpatica con la goliardia, le pacche sulle spalle e la finta, si spera, ignoranza palesata in più dichiarazioni. Poi il "troppo" ha preso il sopravvento. Le liti con Lotito e Raiola in estate, la gaffe con la Fiorentina, le incaute dichiarazioni su Montella a mezz'ora dallinizio di Milan-Aek e la seguente discesa a mo di spaventapasseri nel retro della panchina, alle spalle di Montella, nella gara stessa. Insomma, anche Mirabelli, anzi sopratutto lui, deve imparare il mestiere. Forse, promuoverlo a capo dell'area tecnica è stato un passo più lungo della gamba. 

Fassone, uomo a cui i milanisti farebbero bene ad aggrapparsi saldamente, si fida di lui ed in lui crede. La speranza tra i rossoneri è che non abbia toppato. 

Perchè ora a rischiare è Montella, che se non farà 6 punti tra Aek e Sassuolo passerà una brutta sosta per le nazionali, ma a fine stagione chi rischierà, se l'obiettivo non sarà raggiunto, sarà il DS rossonero. In molti sono pronti a prendere il suo posto. 

 

 

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