Milan-Juventus

 

Pipita, così no!

 

La Juve supera i rossoneri per 2-0, ma colpisce (in negativo) la prestazione di Higuain, troppo nervoso

Lo si sapeva. Arrivava la squadra vincitrice degli ultimi 7 scudetti, una delle squadre più forti in Europa in questo momento, ma per come si è dipanata la sfida di San Siro non può che restare l’amaro in bocca. Il Milan infatti ci prova, ma gioca senza la punta di diamante, Gonzalo Higuain. No, non siamo impazziti, il Pipita era in campo, lo sappiamo bene, ma l’ex-Juve disputa esclusivamente un match da ex appunto, pensando più a far male agli ex-compagni che non a portare al trionfo i suoi nuovi compagni. Serviva rabbia e foga agonistica, certamente, ma non di questo tipo. La partita potrebbe avere un sussulto al 41’, quando proprio il Pipita ha sui piedi la palla del pareggio, grazie al calcio di rigore concesso (dopo consulto al VAR) per il mani di Benatia. Ma Higuain non è in serata e si fa parare il tiro da Szczesny, fallendo l’1-1.

Una manna dal cielo per i bianconeri, passati in vantaggio all’8’ grazie al colpo di testa di Mandzukic, su assist perfetto di Alex Sandro dalla sinistra. L’ennesimo gol del croato contro i rossoneri, che si preoccupano troppo di CR7, lasciando spazio al vero pericolo numero uno. Il Milan non si abbatte, e nonostante la differente caratura tecnica prova a giocare, ma senza la necessaria cattiveria nell’ultimo tocco, numerose in tal senso le palle perse nella trequarti avversaria. Fino al 41’, quando il popolo rossonero si illude, ma il Pipita spegne subito ogni emozione. Nella ripresa il copione non cambia. La Juve tiene il pallone, i rossoneri provano a giocare di rimessa, ma faticano a rendersi pericolosi là davanti. Complice anche l’inutilità di Calhanoglu, alla sua ennesima prestazione deludente. Non sarà in perfette condizioni, lo ha ricordato spesso Gattuso, ma non parliamo di un giocatore fondamentale per la squadra (almeno in questo momento), pertanto qualche panchina non potrà che giovargli.

Il match scorre via senza particolari sussulti, e i cambi non spostano l’inerzia del match. Fino al minuto 81’, quando CR7 trova il suo primo gol su azione a San Siro: tiro di Cancelo respinto da Donnarumma, pallone sui piedi del portoghese -che a porta vuota non può fallire- e 2-0. Il match è ormai finito, ma è qui che accade l’impensabile. Passano 2 minuti infatti e Higuain si fa ammonire per un fallo tattico, nulla di grave in teoria, se non fosse che l’argentino protesta, entrando in un raptus inspiegabile, che costringe Mazzoleni al rosso e alla conseguente squalifica. Tutto questo con i rossoneri comunque a -1 dal 4° posto, occupato dalla Lazio a quota 22 punti, proprio prima dello scontro diretto contro i biancocelesti all’Olimpico, dopo la sosta per le Nazionali. Nel match più importante di questo inizio di stagione i rossoneri dovranno cosi fare a meno del giocatore più importante, il tutto per una follia ingiustificabile, senza nemmeno le attenuanti (per cosi dire) di un torto subito. Ora la sosta, poi la Lazio, ma per il Pipita saranno 3 settimane (speriamo non di più) di riflessione. L’argentino deve tornare al massimo, senza rivalse verso il passato.

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