
Continuità e qualificazione
Gara delicata e quasi decisiva a Siviglia. Il Betis è in crisi in campionato ma in Europa cambia volto. Gattuso cerca la via per arginare il possesso degli spagnoli e riprendersi il primo posto nel girone F
Non sarà un dentro o fuori, non ancora. Ma si alza l'asticella nel cammino di Europa League del Milan. Gara, quella di stasera al Benito Villamarin, quasi decisiva per la qualificazione. La sconfitta a San Siro contro gli stessi spagnoli ha, infatti, complicato non poco la situazione. Al momento gli spagnoli primeggiano nel gruppo F con 7 punti.
I rossoneri inseguono a quota 6, poi l'Olympiacos a 4. I greci questa sera affronteranno l'agevole gara con i lussemburghesi. Una sconfitta rossonera, quindi, renderebbe, quella si, una gara da dentro o fuori la trasferta ad Atene del 13 dicembre. Urge quindi una partita maiuscola della squadra di Gattuso per sistemare un girone insidioso. Viceversa, se i rossoneri dovessero riuscire ad essere corsari a Siviglia, la qualificazione (per giunta al primo posto) sarebbe quasi cosa fatta: sarebbe sufficiente battere a San Siro il Dudelange.
Il Milan ci arriva in salute. Fa effetto dirlo, dato che l'infermieria resta piena di giocatori, ma le vittorie consecutive con Sampdoria, Genoa e Udinese hanno dato una dose di serenità e sicurezze ai rossoneri molto importante. Ora Gattuso non traballa più, e la zona Champions non è più un miraggio, anzi.
Discorso differente, quasi diametralmente, per i padroni di casa, fischiati dal pubblico dopo il pareggio per 3-3 casalingo con il Celta Vigo di domenica. Prima di questo segno X erano arrivate addirittura 4 sconfitte consecutive in campionato, intervallate dall'unica vittoria, in Europa con il Milan. E domenica gli andalusi sono di scena al Camp Nou, dove sarà durissima strappare punti. La classifica quindi latita, con solo 4 punti di agio sulla zona salvezza.
La squadra di Quique Sètien può tuttavia consolarsi con l'Europa, dove le cose vanno alla grande. Il Betis ha espresso fin qui un gioco importante nelle tre precedenti uscite, facendo registrare il possesso palla più alto in Europa di tutta la stagione, realizzato nel 3-0 al Dudelange. Possesso che il Milan ha sofferto tremendamente nella stranissima gara di andata, in cui Gattuso variava modulo ogni 5 minuti senza trovare il bandolo della matassa. Quella partita, giocata malissimo, il Milan poteva tuttavia pareggiarla nel finale se solo l'arbitro avesse concesso il rigore solare su Castillejo. Segno che il Betis era andato in bambola, come si suol dire, al gol dell'1-2 di Cutrone. Gli spagnoli vanno quindi aggrediti, non gli va data la possibilità di ragionare, di palleggiare indisturbati per trovare spazi tra le linee dove i Lo Celso o i Canales di turno hanno vita facile nel poter colpire.
Questo Gattuso lo sa, e già da lunedi, giorno di riposo della squadra, sta studiando assieme al suo staff le contromosse in tal senso. Anche se non è facile preparare una partita cosi' delicata e complicata senza la certezza su quali giocatori avere a disposizione e, sopratutto, con la gara con la Juventus alle porte. Qualcosa nella formazione che ha battuto l'Udinese, comunque, cambierà, ma è lecito aspettarsi un undici molto vicino a quello titolare questa sera al Benito Villamarin.
In porta ci sarà Reina, come di consueto nelle coppe. Molto, poi, dipenderà dal modulo scelto. La sensazione, date le tante assenze, è che si possa giocare con un modulo ibrido, molto vicino ad un 3-5-2, simile a quello visto con il Genoa, ma senza le due punte di ruolo. Gli indisponibili saranno Calabria, Caldara, Strinic, Conti, Biglia, Bonaventura, Higuain e Castillejo. Otto assenze non da poco che non possono che condizionare le scelte.
A destra in difesa ci dovrebbero essere Zapata e Rodriguez, ad affiancare Musacchio, che ha riposato ad Udine. Probabile turno di riposo per il capitano e match winner delle ultime due partite, Romagnoli.
Molta più incertezza in mezzo al campo. Non tanto negli uomini, anche perchè sono contati, quanto più nei ruoli specifici che andranno a coprire. Proviamo a fare ordine. A destra dovrebbe agire Fabio Borini, in mezzo spazio a Kessiè e Bakayoko assieme a Calhanoglu, mentre a sinistra ci sarà Laxalt. Lo schieramento sarà influenzato dalla posizione di Calhanoglu, che potrebbe fare il regista (dato che Bakayoko ha dato prova di non essere adatto in quel ruolo), la mezz'ala (ma chi farebbe il regista?) o potrebbe avanzare di qualche metro, per giocare assieme a Suso alle spalle di Cutrone, lasciando Kessiè-Bakayoko come coppia centrale, cosa che ha funzionato nelle ultime uscite. Ecco, la realtà è che probabilmente il turco farà un po' tutto di quanto elencato. All'occorrenza si abbasserà a giocare il pallone e far partire le azioni, all'occorrenza raddoppierà da mezz'ala e si staccherà per supportare le punte.
In avanti, come detto, unico disponibile Cutrone. Sarà tutto su di lui l'attacco rossonero, in attesa del ritorno di Higuain. Al suo fianco, anche lui in posizione ibrida, l'uomo più decisivo di questo Milan: Suso.
Setièn non ha invece grandi problemi di formazione, con il solo Javi Garcia indisponibile. Il tecnico degli andalusi conferma il 3-4-2-1 classico con cui si schiera abitualmente il Betis.
In porta ci sarà Lopez. difesa a 3 con Sidnei, Barta e Mandi.
Qualche dubbio in più a metà campo, dove sicuramente ci sarà il gigante portoghese Carvalho davanti alla difesa. Spazio probabile a destra anche per Firpo, che ha fatto benissimo a Milano e che ha segnato nell'ultima uscita con il Celta Vigo. A completare il centrocampo dovrebbero esserci Guardado, in vantaggio sull'ex Real Madrid, Canales, e Barragan, favorito su Guerrero.
Dietro le punte, spazio sicuramente a Lo Celso. Affianco a lui, ballottaggio tra Canales e Sanabria. In avanti Sergio Leon sembra favorito su Moron.
Le ultime trasferte contro le squadre spagnole non hanno infatti portato fortuna ai colori rossoneri: negli ultimi cinque precedenti in Spagna il Milan ha sempre perso, realizzato tre reti e subite addirittura quindici. Globalmente, se si va ancora più indietro nel tempo, si scopre che il Milan ha vinto solo una delle ultime quindici partite contro squadre spagnole in competizioni europee. L’ultima vittoria risale al 2013, cioè a quanto la squadra guidata da Massimiliano Allegri vinse contro il Barcellona per due reti a zero grazie ai gol di Boateng e Muntari.
Ci sono poi altri numeri che non giocano a favore dei rossoneri. Il Milan non vince infatti due partite di fila in trasferta in competizioni europee (esclusi i playoff) da ottobre 2009 (1-2 contro Marsiglia e 2-3 contro il Real Madrid in quell’occasione). Sempre restando alle vittorie consecutive: con i successi ottenuti contro Sampdoria, Genoa e Udinese, il Milan arriva alla sfida col Betis con tre successi consecutivi. I rossoneri non riescono a vincere quattro gare di fila in tutte le competizioni dallo scorso febbraio.















