
Oltre la sconfitta
Il Milan è arrivato stremato all'appuntamento: la sconfitta tuttavia va analizzata e pesata ragionando sui perchè
Non è stata senza dubbio una prestazione indimenticabile da parte del Milan ma credo che la partita vada pesata andando al di là dei singoli episodi.
Non ho mai giudicato un giocatore da un rigore sbagliato e le cose lette su Higuain sono poco belle perchè sbaglia solo chi si mette in gioco con anima e cuore. Chi se ne frega, non calcia i rigori pesanti; calcia quelli del 3-0 contro il Chievo.
Detto ciò, vorrei partire dal contesto in cui è maturata Milan Juventus: un contesto in cui il Milan, stremato da infortuni e partite ravvicinate, è giunto cotto all'appuntamento.
Ora, che la Juventus sia più forte del Milan è un fatto che non stiamo nemmeno a discutere. E se affronti un avversario migliore di te sul piano tecnico cosa fai?
Lo vai ad aggredire alzando i ritmi della partita, perchè sei cosciente che, se provi a giocartela sul palleggio (oltretutto senza Biglia e Bonaventura), hai poche possibilità di farcela.
Purtroppo, per le contingenze che hanno preceduto questa partita, il Milan aveva al massimo 15-20 minuti di calcio a ritmi alti nelle gambe.
Perchè alzare il pressing significa dispendio di energie fisiche e mentali e, per farlo, devi essere in grado di resistere sul piano della tenuta, cosa che il Milan sapeva di non potere.
Ne è nata così la prestazione di ieri sera in cui il Milan ha scelto di giocare un calcio d'attesa, concedendo il giropalla alla Juventus.
Un errore Gattuso l'ha commesso: il 442 iniziale faceva fatica a coprire il campo perchè Suso e Calhanoglu non sono esterni da campo lungo. Il gol della Juventus dell'1-0 nasce da un cross da destra in cui Alex Sandro crossa con troppa facilità.
Non a caso, il passaggio al 451 ha molto migliorato i nostri equilibri, anche se fra infortuni e limiti strutturali dell'organico, certi dettagli si pagano contro grandi avversari.
Crescere significa analizzare e pesare tutto questo.
La mentalità non è un ingrediente che si compra al banco della frutta: è un castello della mente che si costruisce sulle sconfitte.