
Il trittico che cambia la stagione
Tre vittorie consecutive e una nuova convinzione per una squadra che si è ritrovato nel momento più difficile
Pensare otto giorni fa di riuscire a portare a casa 9 punti su 9 contro Sampdoria, Genoa e Udinese, poteva apparire come un pensiero decisamente ottimistico visto il momento del Milan.
Riuscire ad immaginare questa possibilità con la caterva di problemi fisici che si sono scagliati contro la squadra di Rino Gattuso, poteva essere quasi un'utopia.
Ovviamente però le motivazioni di questa svolta non possono essere riferite solo ed esclusivamente al modulo tattico che, comunque, è stato di evidente ausilio.
Ad una disposizione in campo più offensiva ma, nello stesso tempo, più classica, i giocatori hanno saputo unire componenti fondamentali come il cuore, il sacrificio, l'abnegazione, la volontà.
Il Milan insomma, nel momento probabilmente più delicato di tutta la stagione, ha saputo compattarsi al suo interno attorno alla figura del suo allenatore, vero e proprio garante di un gruppo di giocatori che, nei fatti, credono nelle sue idee.
Una vittoria nel recupero può essere un caso; due non lo sono più, soprattutto se sono consecutive e vicine. Il Milan sa di poter essere protagonista in questa stagione ed ha voglia di giocarsi sino in fondo tutte le sue carte.
In tanti preconizzavano scenari apocalittici sul Milan, la squadra era stata appena esclusa dalle competizioni europee e non si sapeva chi sarebbe stato il proprietario del club: in tutto questo, Alessio Romagnoli ha firmato senza la necessità di dare troppa pubblicità al gesto, come se fosse una cosa normale, dovuta, sentita. Non credo che il Dio del calcio sia sordo o cieco dinanzi a gesti del genere e quindi non è possibile definire come casuali questi due gol nel recupero siglati dal capitano rossonero.















