
L’emergenza fortifichi il gruppo!
La voglia di difendere la posizione conquistata deve spingere i giocatori a dare ancora di più
Sembra non conoscere pace la stagione del Milan. Al prepotente ritorno nelle zone della classifica che contano (la zona Champions che mancava da una vita) fa da contraltare una ridda di infortuni che sta falcidiando la rosa di mister Gattuso, chiamato a fare gli straordinari con ciò che gli rimane. Caldara, Calabria, Bonaventura, Biglia e le precarissime condizioni di Kessie e Calhanoglu, senza contare la lungo degenza di Conti, che solo ora sta cominciando ad assaggiare il ritorno in gruppo; la lista degli infortuni si sta pericolosamente allungando.
Il raggiungimento del quarto posto dopo la doppia vittoria contro le genovesi (entrambe vittorie sofferte ma ampiamente meritate) andrebbe consolidato con un nuovo successo contro l’Udinese, per dare un segnale forte a noi stessi ed alla concorrenza che non ci si ritrova lì per caso, ma che quelle sono le posizioni che ci competono.
Ma c’è da fare i conti con l’emergenza, soprattutto quella causata dalla perdita di un Biglia che finora è stato uno dei giocatori migliori della stagione rossonera. Biglia per caratteristiche non ha sostituti in rosa, il che rende complicate le scelte di Gattuso per le prossime partite. Le alternative non sono molte, soprattutto perché ormai è da considerarsi non utilizzabile l’ex capitano Montolivo, con buona pace dei giornalisti “amici” (del giocatore e del suo procuratore) che con cadenza giornaliera chiedono conto al mister dell’ostracismo praticato nei suoi confronti.
La sensazione è che ci sia qualcosa che vada al di là delle questioni tecniche, magari legata a quella famosa ricerca di “quelli che fanno la spia” che il mister rinfacciò al malcapitato giornalista di Sky durante una conferenza stampa.
Gli unici centrocampisti centrali a disposizione sono Bakayoko e Josè Mauri, mentre tutte le altre soluzioni rappresenterebbero un adattamento di giocatori con peculiarità diverse. Il ricorso al 4-4-2 (almeno in fase di non possesso) dovrebbe favorire l’impiego del francese, mentre in fase di possesso la squadra dovrà necessariamente essere brava a coinvolgere i giocatori con maggiore qualità nei piedi (Calhanoglu e Suso su tutti).
La certa assenza di Calabria ed i dubbi su Abate potrebbero spingere il mister a riproporre il modulo a fisarmonica (cit. del mio amico Max Bambara) visto l’altra sera contro il Genoa che non poche critiche ha sollevato in una frangia di tifosi.
Ma si sa, in questa stagione ci porteremo dietro fino alla fine la critica preconcetta di molti tifosi che criticano il mister. A prescindere.
Non andava bene la ricerca della prestazione di inizio anno perché la squadra non era cattiva a portare a casa le vittorie, non vanno bene le vittorie sofferte di oggi (contro Samp e Genoa) perché la squadra non fornisce prestazioni sfolgoranti.
Insomma, i rompicoglioni di professione non trovano mai pace, alla perenne ricerca dei problemi a tutti i costi per screditare il lavoro del mister calabrese. Il momento è di difficoltà e di emergenza, ma proprio il raggiungimento delle posizioni che contano dovrebbe scuotere la squadra e spingere i giocatori a dare il 150% in questo momento di difficoltà.
È successo molte volte che la disperazione e le difficoltà abbiano contribuito a compattare il gruppo e spinto i giocatori a dare fondo a risorse impensate, la speranza è che in questo preciso momento il sacrificio e lo sforzo degli abili permetta al Milan di rimanere agganciato alla zona Champions, obiettivo da perseguire e raggiungere ad ogni costo.















