
AIA, ora basta!
L’arbitraggio di Mazzoleni in Milan-Juve è solo l’ultima di una serie di discutibili direzioni di gara
Lo diciamo subito, la Juve è nettamente superiore al Milan in questo particolare momento storico, pertanto nessuno vuole mettere in discussione il meritato successo bianconero di domenica scorsa. Un match gestito senza particolare sofferenza, che ha confermato ancora una volta la differenza di valori fra rossoneri e bianconeri. In queste righe dunque non cerchiamo scuse, ma semplicemente segnalare quello che rimane un fatto oggettivo. Anche domenica sera infatti il Milan è stato vittima di un arbitraggio anomalo da parte di Mazzoleni, non certo una novità per i rossoneri, ma che appare grave nel momento in cui la tecnologia (in teoria, ma molto in teoria) ha fatto il suo ingresso nel mondo del calcio. Ci riferiamo evidentemente alla tecnologia VAR. Una tecnologia ancora mal utilizzata (e spesso nemmeno usata) sulla quale persistono forti dubbi. Dubbi reali, ma che non derivano dal mezzo in sé, ma solamente dal suo utilizzo. Se a questo si aggiungono gli storici “dubbi” dei fischietti italiani il mix che ne deriva è micidiale.
Partiamo ad esempio dal primo episodio di Milan-Juve, il rigore fischiato ai rossoneri per il fallo di mano di Benatia. Nulla da dire, se non fosse che l’assegnazione del penalty l’ha decisa il VAR, dopo che l’arbitro Mazzoleni non solo non lo aveva assegnato, ma dopo che era stato fischiato addirittura un fallo in attacco. Il VAR per fortuna ha corretto la decisione, ma rimane un però… Benatia infatti doveva essere espulso, in virtù della chiara occasione da rete, invece rimarrà in campo. Un fatto che avrà conseguenze al momento dell’espulsione nel finale di Gonzalo Higuain, allontanato proprio per una diatriba col difensore bianconero. Ma non finisce qui. Al di là della discutibile assegnazione dei cartellini, da tempo tema spinoso per il campionato italiano, nella ripresa verranno negati ai rossoneri ben 2 calci di rigore. Prima con “l’abbraccio” di Chiellini a Romagnoli, che afferra il difensore rossonero atterrandolo, risultato: fallo in attacco. Ebbene si, un calcio di rigore negato ai rossoneri diventa fallo in attacco, esattamente come accaduto nel 1° tempo. Questa volta, stranamente, il VAR non interviene. Stesso discorso poco più tardi quando Chiellini, a palla lontana, falcia nettamente Cutrone in area: anche qui niente rigore e nessun consulto al VAR.
Facendo un passo indietro stesso destino anche alla Dacia Arena, nel match vinto contro l’Udinese. Qui le decisioni non influenzano il risultato, ma non per questo diventano meno importanti. Al di là del gol finale, e del relativo consulto al VAR nonostante il gol fosse fin da subito chiaramente regolare, c’è da analizzare la direzione di gara, completamente a senso unico. Alla fine infatti saranno più i cartellini dei rossoneri che non quelli dei friuliani, nonostante un match con interventi durissimi da parte dei giocatori bianconeri. Anche qui la stessa domanda: dov’è il VAR? A che serve se non tutela i giocatori in campo? I rossoneri ricordano ancora bene la famosa entrata killer di De Paul di qualche anno fa, per la quale De Sciglio ci rimise una caviglia. Allora non c’era il VAR, oggi si. A questo si aggiungono le controverse decisioni dello scorso anno: ad esempio il gol annullato a Kalinic, proprio in Milan-Udinese, per una questioni di mm. Nel dubbio si doveva lasciare. Oppure l’espulsione di Bonucci in Milan-Genoa, quando l’allora difensore rossonero cercava solamente di liberarsi dalla marcatura dell’avversario. In tutto questo l’espulsione di Higuain domenica, che ha certamente sbagliato nella reazione, ma fatta scattare da un’espulsione discutibile, provocata da una semplice domanda all’arbitro: “perché fischi sempre a me?”.
Eh già, perché? Una domanda interessante. La risposta può darla solo l’AIA, ma visto il rapporto fra il Milan e Nicchi, presidente della stessa AIA, nutriamo forti dubbi sulla positività di tale risposta. Il recente passato lo dimostra: quando il Milan ha provato ad alzare la voce è stato subito zittito. Ovviamente atteggiamento diametralmente opposto rispetto a quello rivolto verso altre squadre. L’augurio di tutti gli sportivi è che il regolamento venga semplificato per ridurre al minimo la discrezionalità dell’arbitro, così da ridurre di conseguenza anche gli errori. Intendiamoci, il Milan non ha perso contro la Juve per l’arbitro, lo abbiamo ricordato in apertura, ma il fatto che un avversario sia superiore non autorizza di certo ad alterare quello che è il regolamento FIGC, un regolamento ben chiaro, quantomeno a tifosi e addetti ai lavori…















