
Il Milan ha un proprietario?
Perché i Singer non parlano mai?
Ma il Milan ha un proprietario o soltanto un presidente “parlante”? Per quale motivo, Paul e Gordon Singer, i due titolari del fondo Elliott non intervengono mai, non fanno sentire la loro voce, non rilasciano alcuna intervista? Come è possibile che abbiano lasciato campo libero soltanto al presidente Paolo Scaroni, manager di lungo corso e abile nella comunicazione, ma che può rappresentare la linea sociateria fino a un certo punto?
Scriviamo questo dopo aver letto l’ennesima intervista rilasciata proprio da Scaroni alla Gazzetta dello Sport. La si potrebbe anche leggere come una sorta di ultimo omaggio a chi ha traghettato il Milan dalle secche in cui era finita la società sotto la guida della cordata cinese guidata dal misterioso uomo d’affari Yonghhong Li, verso la solida proprietà rappresentata da uno dei fondi più aggressivi della finanza globale. Uno fondo che non teme di scontrarsi in Tribunale contro governi (lo ha fatto nel caso dell’Argentina) nè contro colossi (Hyundai o Walt Disney). In Italia è protagonista dello scontro con i francesi di Vivendi, per il controllo di Telecom.
Insomma, tutto questo per ricordare che non hanno paura di nulla. Tranne rilasciare dichiarazioni alla stampa. Non che sia fondamentale. Ma qui non siamo di fronte a un “affare” qualunque, una società in cui investire per riuscire a estrarre il maggiore valore possibile. Una speculazione mordi e fuggi. Un club di calcio è anche passione, sentimenti, cuore, gioia nelle vittorie ma anche afflizione nelle sconfitte.
Sapere come la vive colui che dovrebbe essere il primo tifoso conta. Persino Yonghong Li ha rilasciato una intervista nella sua breve avventura: risposte scritte alle domande inviate dall’agenzia Ansa. La famiglia Singer è ancora a quota zero.
Immaginiamo che i tifosi milanisti possano rispondere: l’importante è che ci mettano i soldi, comprino campioni e sappiano gestire il Milan per riportarlo ai livelli della sua storia. in realtà, il Milan è arrivato a un momento delicato della sua storia: è vero che è la squadra italiana più titolata e con più tifosi nel mondo, ma con la velocità con cui cambiano le gerarchie nel mondo d’oggi si fa presto a essere dimenticati. E passare dall’albo delle figurine a quello dei ricordi è un attimo.
Per quanto sia innegabile che il fondo Elliott abbia “salvato” il Milan in un momento di difficoltà, sarebbe utile capire e poter domandare se i Singer considerano il Milan solo un investimento che deve fruttare “nel giro di 3-5 anni” oppure se si stanno appassionando (come pare dalla presenza di Gordon Singer persino allo stadio di Empoli)?
Tra l’altro, sarebbe quanto mai importante in un momento delicato per il futuro della stagione, tra infortuni a catena che rischiano di compromettere la corsa al quarto posto e il prossimo confronto con l’Uefa che potrebbe depotenziare il mercato di gennaio per rinforzare la squadra.
Fate sentire la vostra voce, il Milan non è solo uno strumento finanziario.















