Higuain

 

Esiste un caso Higuain?

 

Vuole andarsene a gennaio? Di sicuro Scaroni non è stato “tenero”…

 

Pur senza andare dietro a “radiomercato” e a voci difficilmente controllabili, qualche sospetto è venuto. Perché mai il il fratello/procuratore di Gonzalo Higuain ritiene di dover intervenire per smentire una indiscrezione lanciata in una trasmissione tv che avrebbe potuto perdersi fra le tante che solitamente accompagnano le settimane senza campionato e senza competizioni internazionali?

L’indiscrezione si riferisce al fatto che Gonzalo Huguain possa chiedere di essere ceduto a gennaio: perché vuole giocare in una squadra che lotta per traguardi più importanti, perché non si trova con i compagni o con l’allenatore?

Non sarebbe da darci troppo peso, ma non è la prima volta che si rincorrano le indiscrezioni sui malumori del centravanti argentino. Legati soprattutto all'insofferenza per il modo di giocare di Gattuso, poi risolto con passando a un sistema con le due punte.

E non se ne parlerebbe se il tema non fosse il “nervosismo” di Higuain. Un atteggiamento che ha pagato con l’espulsione nella partita contro la Juventus. Ma che non ha sorpreso: già alla vigilia, Gattuso aveva suggerito al Pipita di stare più tranquillo. “Da lui mi aspetto sempre una parola di incoraggiamento agli altri, ne abbiamo parlato, si deve innervosire meno. Deve pensare a giocare senza perdere energie protestando. Comunque è un leader in spogliatoio, per i sudamericani è una guida. Se ora le sue prestazioni non sono buonissime le responsabilità sono di tutti noi”.

Parole che, alla luce di quanto poi avvenuto, si possono leggere anche come un messaggio per spronare Higuain non solo a essere più tranquillo, ma anche ad avere un atteggiamento più maturo, per un campione con la sua esperienza. In altre parole: Higuain, per caratura e personalità, può essere una guida nello spogliatoio; ma con eventuali comportamenti sbagliati diventerebbe un esempio negativo pericoloso.

Dove Gattuso ha usato uno scappellotto di incoraggiamento, il presidente Paolo Scaroni ha usato la bacchetta con cui colpire il doro della mano. Nella sua intervista alla Gazzetta dello Sport, l’ex presidente di Eni ed Enel è stato molto diretto. E Scaroni, da manager navigato, non di certo cose a caso.

Primo passaggio: “Higuain è normalmente piuttosto nervoso, con al Juventus a maggior ragione”. Notare il doppio avverbio: in pratica, Scaroni sottolinea come l’atteggiamento “irrequieto” dell’attaccante è una condizione che hanno notato tutti da tempo.

Poi ha aggiunto: “Dopo il rigore era nervoso al quadrato. Dal punto di vista negativo parliamo di un professionista di 30 anni e non di 18, deve sapersi trattenere”. Un rimprovero fin troppo evidente, quindi un messaggio chiaramente rivolto al giocatore: venendo al Milan in estate sapeva benissimo di accasarsi con una squadra da ricostruire e che non può vincere subito e di cui dovrebbe essere il leader in positivo. Cosa che, invece, non sta avvenendo.

Tutto questo potrebbe portare a un clamoroso divorzio? Difficile dirlo. Di sicuro ci sono le conseguenze: il Milan giocherà la sfida già decisiva per il quarto posto contro la Lazio senza Higuain e con una sola punta di ruolo. E le voci non fanno certo bene alla squadra, in un momento in cui troppi infortuni ne condizionano la prestazioni. Per cui, se entrambe le parti non sono felici, il divorzio sarà inevitabile. Altrimenti, da professionisti tutto si può ricomporre. Ma un chiarimento sarebbe meglio averlo da subito.

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