![]()
Alla ricerca del socio
Ecco perchè il fondo Elliott sta cercando un socio di minoranza
Confermata l’indiscrezione pubblicata questa mattina dal quotidiano di settore MilanoFinanza: il fondo Elliott sta cercando un socio di minoranza che lo affianchi nella gestione nel rilancio del Milan e ha affidato ad Unicredit, il secondo gruppo bancario italiano, il compito di sondare i possibili interessati. Un lavoro iniziato già qualche settimana e che avrebbe portato a contatti con alcuni investitori. Risulta che si siano fatti avanti sia due fondi arabi, sia un magnate russo, ma anche un imprenditore americano.
Alcuni lettori ci hanno chiesto di spiegare cosa significhi tutto questo e se comporta un imminente – ed ennesimo – passaggio di proprietà del Milan. Ecco in punti il “bollettone”.
1. Il Milan non è in vendita. Non la quota di maggioranza, che rimarrà nelle mani del fondo Elliott. Quello che la famiglia Singer sta cercando è un socio che li “affianchi”, vendendo non più del 25-30 per cento. Per i seguenti tre motivi.
2. Elliott vuole fissare un prezzo al Milan: se, mettiamo, qualcuno pagasse – ipotizziamo – 200 milioni per il 25 per cento, il Milan a quel punto avrebbe un valore di 800 milioni. Ma in questo modo non viene fissato dal proprietario ma dal “mercato”. Così, aumentando i ricavo in modo consistente, potrebbe essere venduto un domani molto di più.
3. Elliott non vuole solo un socio che ci metta soldi, m che lo aiuti per sviluppare il business, dai diritti tv internazionali agli sponsor.
4. L’ultimo aspetto è economico: Elliott si è reso conto di quanto costa un club come il Milan (100-120 milioni all’anno) e di quanto costerà rinforzare la squadra, che dovrà essere ricostruita in tutti i reparti. Incassando almeno 150-200 milioni con un aumento di capitale, Elliott potrebbe avere subito fondi freschi da subito senza doverli sborsare. Una operazione che li aiuterebbe anche per rispettare al meglio i vincoli del fair play finanziario.















