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Inchiesta Uefa
Perchè l’inchiesta sull’Uefa favorirà il Milan nella richiesta del voluntary
Una bomba sul calcio europeo: i documenti recuperati dal consorzio di giornalismo investigativo European Investigative Collaboration mettono in discussione l’impianto di regole note come “financial fair play” e sollevano una serie di dubbi sul comportamento tenuto dai vertici Uefa e su come si atteggi a forte con i deboli e sia prono ai voleri dei piu forti. Se non altro, dal quadro che emerge c’è almeno un vantaggio per il Milan, sia rispetto alle sanzioni in arrivo, sia rispetto alla possibile richiesta di un voluntary agreement.
Vediamo con ordine come stanno le cose. Il consorzio investigativo giornalistico cita nella sua inchiesta documenti dell’organismo di controllo sui conti delle società di calcio. Dai documenti risulta come due big come Paris St,Germain e Manchester City abbiano aggirato le regole del fair play finanziario. Senza addentrarci nella ricostruzione oltremodo dettagliata, in pratica si racconta come Club Financial Control Body (una sorta di procura all’interno dell’Uefa) abbia denunciato il fatto che il club parigino ha ottenuto una sponsorizzazione dall’ente del turismo del Qatar per 200 milioni in cinque anni. Peccato che la Qatar Tourism Authority sia controllata dall’emirato che è anche proprietario del club francese e che secondo l’organo di controllo dell’Uefa non ne valesse più di 3 milioni. E che dopo un contenzioso e l’intervento dell’allora presidente Michel Platini e del segretario Gianni Infantino, l’uefa accettò che venisse iscritto a bilancio un valore di 100 milioni.
Stesso discorso per il City, controllato dalla famiglia regnante su Abu Dhabi. Senza le sponsorizzazioni arrivate da società controllate dall’emirato e sovrastimate avrebbe violato le regole del fair play. In entrambi i casi, le due squadre non si sarebbero potute iscrivere alle coppe europee.
Fin qui l’inchiesta. Perche’ dovrebbe in qualche nodo favorire il Milan? L’inchiesta, come abbiamo detto, verrà pubblicata su varie testate europee: oltre all’Italia, anche in Germania, Francia, Spagna e Inghilterra. Dimostra, carte alla mano, quanto si è sempre sospettato e messo per iscritto da più di un commentatore: l’Uefa usa due pesi e due misure e le regole introdotte per limitare il potere dei più forti non stanno funzionando.
Punire il Milan oltre i suoi demeriti e in presenza di una nuova proprietà che sta facendo di tutto per rispettare i parametri, getterebbe ancora più discredito su una istituzione la cui credibilità è già ai minimi per il rifiuto di introdurre la Var nelle sue Coppe. Inoltre, come dimostra un’altra parte dell’inchiesta il Milan ha subito un trattamento “punitivo” quando è stato escluso dalle Coppe, con una pena eccessivamente severa (l’esclusione dalle competizioni per un anno). A dimostrazione della condanna “politica” nei confronti di una proprietà in quel momento debole e solo per dimostrare l’imparzialità dell’Uefa di fronte a club blasonati come il Milan.
Se non sono state puniti Psg e City – club che senza mega sponsorizzazioni avrebbero avuto i bilanci in profondo rosso – è possibile non concedere un accordo al Milan che si presenta con una nuova proprietà e nel rispetto delle regole?















