Esonero? No
Ecco perchè Gattuso non è stato esonerato
A freddo, ora che sono passati alcuni giorni, è possibile ricostruire quanto – verosimilmente – avvenuto attorno alla panchina del Milan. Gennaro Gattuso ha rischiato l’esonero dopo la sconfitta nel derby. Quando ha perso con il Betis Siviglia, la decisione di continuare la stagione con l’ex campione del mondo.
I motivi sono più di uno: per una questione di prestigio, perché i numeri sono dalla sua parte e anche perchè va tenuto conto del momento economico del club, soprattutto in previsione di quanto accadrà all’Uefa.
Partiamo dal primo, il prestigio. Con l’ingresso del fondo Elliott e di due campioni del passato come Leonardo e Paolo Maldini, l’obiettivo è di riportare il prima possibile il Milan tra i grandi d’Europa, sfruttando il fatto di essere il club italiano con più tifosi nel mondo. E come tale si deve comportare fin da subito. Esonerare un tecnico, per quanto la sconfitta nel derby sia stata difficile da digerire per non averlo quasi giocato, dopo nemmeno dieci giornate non è da grande squadra. Come è stato scritto sui social, è una mossa da Inter dei bei tempi; e anche il Berlusconi “decadente” degli ultimi anni (o dei cinesi l’anno scorso) aspettava almeno la fine del girone di andata.
Diverso il discorso (come nel caso del Real Madrid), se lo spogliatoio fosse contro Gattuso. Ma tutto dimostra che così non è (a parte un paio di scontenti che non fanno parte del progetto tecnico, Montolivo e Halivovic). Per cui, l’esonero avrebbe dato l’idea di una società che non sa gestire la prima battuta d’arresto (la sconfitta con il Betis è arrivata troppo a ridosso per essere valutata come una crisi strutturale).
Leonardo e Maldini si sono comportati al meglio. Hanno – giustamente – preferito far sentire a Gattuso la voce della società (vietato sbagliare ancora, arrivare quarti è fondamentale per il “prestigio” ma soprattutto per il conto economico). E ancora: non possiamo permetterci di sperimentare un tipo di gioco che magari alla lunga potrebbe pagare (4-3-3, possesso palla prolungato), ma bisogna essere più concreti e badare al risultato. Ed avere più coraggio.
Ecco, il passaggio al 4-4-2 e immediata la prima vittoria con rimonta sulla Sampdoria. Il Milan deve ancora dimostrare di essere da quarto posto, ma il primo passaggio difficile della stagione è alle spalle, gestito come un club di livello e dove tutti remano dalla stessa parte, anche se la pensano in modo diverso.
Poi ci sono i numeri dell’economia. E’ nota a chiunque che Leonardo (ma anche Ellliott) avrebbe preferito un allenatore con alle spalle una esperienza internazionale. E che solo l’intervento di Paolo Maldini ha convinto tutti sulla scelta di continuare con Gattuso, dopo aver visto come lavora a Milanello e la presa sulla squadra. Cambiare dopo il derby sarebbe stato possibile (e credibile) solo proponendo un progetto tecnico di lungo periodo, che desse l’idea di aprire un ciclo. Il tutto ha fatto pensare ad Antonio Conte (anche se la rivolta nello spogliatoio del Real potrebbe far sorgere qualche dubbio). Ma Conte costa e vuole garanzie di rafforzamento della squadra già a gennaio.
E in questo momento, il Milan può permettersi un allenatore il cui ultimo stipendio al Chelsea era di 10 milioni all’anno? E quanto costerebbe il rafforzamento della rosa? Oppure il confronto imminente con l’Uefa impone maggiore prudenza, per presentarsi a un complicato doppio confronto Uefa dimostrando grande attenzione ai bilanci? Quando si saprà l’esito delle sanzioni e soprattutto se si arriverà a un voluntary agreement, si potranno anche fare altri calcoli e altri progetti.
Poi si ci sono i numeri della classifica. Finora il Milan ha perso solo due partite, esattamente come il Napoli e l’Inter e ha il terzo attacco del campionato (dopo Juve e Napoli) e senza i due pareggi di Empoli e Cagliari sarebbe tranquillo al terzo posto (con una partita ancora da giocare). Dura pensare di esonerare un allenatore con questi risultati. Senza contare che tre giocatori che sarebbero stati titolari (Conti e Caldara) e un’ottima riserva reduce dal Mondiale con la Croazia (Strinic) avrebbero sicuramente fatto comodo a una difesa che non è tra le migliori del campionato (solo decima).
Le dichiarazioni di Leonardo. Certo, poi ci sarebbero anche le dichiarazioni di Leonardo, che in qualche modo chiudono la questione. Anche se vanno interpretate. Cominciamo da quanto ha detto l’ex campione del mondo brasiliano: “Non possiamo stare a smentire voci su Gattuso ogni volta. Oggi Gattuso è l’allenatore del Milan e ciò che vogliamo è che lui rimanga, che vinca le partite, che la squadra migliori. Gattuso è stato messo in discussione dall’esterno, per due volte ed è una cosa che mi sembra fuori luogo. Noi come modo di essere non staremo a smentire ogni volta queste cose che lasciano il tempo che trovano. Fra noi tre: io, Paolo e Gattuso, anche per la storia che abbiamo insieme a per la complicità che abbiamo posso dire che sarà sempre tutto chiaro tra di noi”.















