
Diciamo 'No!' al calcio bianconero
La Juve era ed è la manifestazione di un potere malsano, come la Steaua ai tempi di Ceausescu. Il calcio italiano deve respingere la deriva bianconera del movimento
22 ottobre 2016: il Milan batte la Juventus con gol di Locatelli da fuori area. Questa fu l'ultima vittoria del Milan a S. Siro contro gli equini. E fu anche l'ultima sfida tra le due squadre che guardai alla tv. Da allora, sia che si giochi a Milano o a Torino, sia che si tratti di Coppa Italia o Supercoppa italiana o Serie A, non ho più seguito una sola gara tra Milan e Juve. Il perché è presto detto: non voglio avvelenarmi il sangue. Non voglio sputtanarmi il fegato.
Contro la Juve non devi giocare una partita ma devi contrastare il potere. E non è facile; anzi, è praticamente impossibile, ad essere realisti.
Dopo lo 0-2 subito domenica sera, fb (non ho twitter o altri social) era un brulicare di rossoneri incazzati come bestie che recriminavano su quanto accaduto grazie a Mazzoleni ed alla protervia bianconera sul campo di S. Siro.
Tempo perso: contro la 'Grande Zebra' non puoi nulla; oltre ad essere oggettivamente forti (su questo non credo ci siano obiezioni), i bianconeri sono potenti; sono la massima espressione del potere applicato al calcio.
Giocare contro la Juve è un po' come calarsi nella Romania di Ceausescu e dover affrontare la Steaua Bucarest; allora, solo la Dinamo, appartenente al Ministero degli Interni, che gestiva la temibilissima Securitate, riusciva a contrastare quel potere, dato che la Steaua, squadra dell'esercito e con Valentin Ceausescu, figlio del dittatore, in qualità di dirigente, riusciva sempre a trovare il modo per vincere campionati e coppe nazionali, in una maniera o nell'altra.
In Italia è, più o meno, la stessa cosa: la Juve rappresenta la Steaua, il potere politico dispotico; l'Inter, invece, è la Dinamo, temibile perché in possesso di armi come lo spionaggio, ben più sottile e forse maligno del potere tout court. Questi manovrano nell'ombra, agiscono sotto mentite spoglie, si camuffano e orientano la stampa con ricatti e minacce.
E questo Milan in ricostruzione, tra l'altro con una sfilza di infortunati da far impallidire un reparto di ortopedia di un ospedale, che cosa volete che faccia? Fa il possibile ma il nostro possibile non fa nemmeno il solletico alla potente Stea.. ehm, Juventus.
I tifosi di tutte le squadre che affrontano la Juve dovrebbero boicottare le partite e non presentarsi allo stadio; 'Con chi gioca il Milan domenica? Ah con la Juve. Amore, domenica andiamo in montagna; rientreremo lunedì mattina'; 'Oh caro, grazie. Può venire mia madre?'; a questo punto devi essere forte ma ce la puoi fare. Tu non sei Mazzoleni: tu puoi affrontare il potere e sconfiggerlo.
Spalti vuoti, botteghino in lacrime, sponsor che cominciano a chiedersi dove può portare quell'ammutinamento contro la Juve, quanto possono reggere l'assenza di tifosi. E forse (FORSE!) solo allora la cupola del calcio capirà cosa significhi agevolare sempre gli stessi teatranti. Bisogna colpirli sui soldi.
In ogni giallo che si rispetti, infatti, arriva sempre il detective più arguto che sentenzia, magari seduto al bancone di un pub mentre sorseggia birra o whisky: 'Seguiamo i soldi. Seguendo i soldi arriveremo al colpevole'.
L'Andrea monospraccigliato ha dichiarato che loro, nel proprio salotto, fanno quello che vogliono; infatti, giocano spesso in 12. Ma questo atteggiamento di sfida e profondamente impertinente si manifesta anche in trasferta, come a Milano domenica sera, ad esempio. Il rigore concesso al Milan era partito addirittura come fallo contro i rossoneri; Chiellini ha spazzato palloni e caviglie, ha incravattato Romagnoli; manca il secondo rigore al Milan come manca il secondo giallo a Benatia; il rosso a Higuain, poi... La realtà viene sempre manipolata pur di favorire lorsignori.
Bene! Allora se la tengano, questa realtà deviata; nessun amante di questo sport dovrebbe sostenere la deriva bianconera del calcio italiano.
Non dobbiamo morire juventini.















