tretraparesi spastica

 

Un dolore che fa pensare

 

Quando la vita sembra davvero ingiusta

 

Quando ho saputo che la figlia dell’allenatore Baldini è morta a soli 30 anni, io mi sono fermato. Mi è sembrata una notizia troppo triste, troppo grande. Lei soffriva di tetraparesi spastica, la stessa malattia che ho io dalla nascita. E questo mi ha fatto pensare tantissimo.

 

Io spesso dico che sono fortunato. E adesso capisco ancora meglio perché lo dico. La tetraparesi spastica non è uguale per tutti. Ci sono forme diverse, più leggere e più pesanti. E quando penso a Valentina, capisco che la mia vita poteva essere molto più difficile. Poteva andare peggio. Molto peggio.

 

Per questo, ogni volta che dico che la mia malattia è un’opportunità, non lo dico per fare il forte. Lo dico perché so che la mia strada, anche se complicata, mi ha permesso di vivere, di crescere, di parlare, di scrivere, di sognare. E non tutti hanno questa possibilità.

 

Valentina invece ha dovuto lottare tanto. E adesso non c’è più.
Io non la conoscevo, ma mi sembra di sentirla vicina. Come se la sua storia mi toccasse da dentro. Come se mi dicesse: “Vivi bene, vivi forte, vivi anche per chi non ha potuto”.

 

Penso alla sua famiglia. Penso al dolore enorme che stanno vivendo. E penso che nessuna parola può davvero consolare. Però spero che il Signore possa accoglierla con dolcezza, e dare un po’ di forza a chi le voleva bene.

 

Io, da ragazzo trentaduenne, voglio dire solo una cosa:
R.I.P. Valentina.

 

Che tu possa volare in un posto bello, leggero, senza fatica.
E che la tua famiglia trovi un po’ di luce in mezzo a questo buio.


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