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Carriera e caratteristiche di Olivier Giroud

 

Focus sull’attaccante francese, le sue esperienze passate e le sue qualità

 

Oliver Giroud, diciamolo subito, non ha avuto la carriera di uno di quei talenti puri che incantano fin da ragazzini. Da giovane ha invece avuto non poche difficoltà a farsi apprezzare, infatti ha militato per anni nelle serie inferiori francesi, vestendo la maglia di varie squadre di Ligue 2 tra il 2005 e il 2010. C’è stato il Grenoble, poi il Tours, ricevendo per'altro poca fiducia da alcuni suoi allenatori.

Poco prima di compiere 24 anni Oliver non aveva ancora presenze in Ligue 1 e aveva giocato solo due volte fuori dalla Francia. Da giovane quindi non era quel giocatore che esaltava i tifosi.
Oliver ha spesso parlato di sè e della sua carriera usando il termine “step by step”: il francese ha dovuto lavorare molto duramente e con concentrazione per riuscire a progredire nel suo percorso nel calcio professionistico. Non avendo particolari qualità nel dribbling o altre doti, ha fatto del duro lavoro e dell’autostima le sue armi migliori.

Giroud riesce finalmente ad approdare in Ligue 1 (coronando il suo sogno) nel 2010 con la maglia del Montepellier. Ci rimane per due stagioni, giocando anche l’Europa League, e diventa campione di Francia nella stagione 2011-2012.
A questo punto è arrivato il grande salto: Oliver si trasferisce all’Arsenal nel 2012, dove rimarrà fino al 2018. Inizialmente subisce il confronto continuo con il suo predecessore Van Persie, e spesso e volentieri anche critiche e provocazioni. A queste non ha mai risposto direttamente, mostrando di saperle accettare come parte del processo, o per lo meno di non reagire, evitando sempre toni aggressivi o eventuali scandali.

Infine approda al Chelsea nel 2018, in cui comincia un’esperienza positiva, nonostante spesso non fosse lui il centravanti titolare. Si alternava infatti con Alvaro Morata e Gonzalo Higuain, ma nonostante ciò era il punto fermo in Europa League e faceva spezzoni finali in campionato in cui riusciva sempre a dare il suo contributo d’esperienza. Vi sono stati comunque periodi in cui è stato impiegato di più, come ad esempio nell’ultima parte di stagione 2019-2020, in cui ha realizzato 8 reti nelle ultime 12 gare, contribuendo in modo significativo alla qualificazione in champions della sua squadra.

Con l'arrivo di Thomas Tuchel in panchina il suo spazio è poi diminuito a causa dell'incompatibilità tattica del francese negli schemi del nuovo allenatore. Nonostante ciò, si laurea campione d’Europa 2020-2021 con i blues.Oliver perciò è riuscito perciò ad arrivare molto lontano con il lavoro duro e la tenacia. Con la Nazionale francese inoltre ha collezionato 110 presenza e si è laureato vicecampione d’Europa 2016 e Campione del Mondo 2018, dimostrando anche in questo caso di riuscire a sfruttare al meglio le sue qualità e le occasioni che gli si presentavano.

Si tratta perciò un di attaccante che non è un goleador ma che in stagione ha superato frequentemente le quindici reti. Un giocatore molto equilibrato a livello psicologico (grazie anche alla sua fede religiosa significativa), capace di entrare bene a partita in corso, senza subire contraccolpi dall'esclusione iniziale. E’ inoltre atipico per caratteristiche, alto 192 cm ma non specializzato nel gioco aereo, potente, brillante e poco prevedibile nelle soluzioni (rischiando a volte di diventare macchinoso).
Infine arriva al Milan nel 2021 per dare un contributo d’esperienza e potersi alternare con l’altrettanto veterano Zlatan Ibrahimovic.
Dopo un avvio di stagione un po’ stentato con 4 gol in 13 presenza tra campionato e Champions League, l’ultimo contro il Torino a fine Ottobre, sembrava aver ritrovato a novembre la sua forma migliore.

Purtroppo proprio in quel momento, il 24 novembre scorso, è arrivato l’infortunio nella sfida di Champions League al Wanda Metropolitano contro l'Atletico Madrid. La lesione muscolare al bicipite femorale sinistro l’ha tenuto ai box fino a pochi giorni fa, Oliver è infatti tornato disponibile nella partita con il Napoli. È riuscito perciò a recuperare in fretta dall’infortunio, in quanto si era parlato di un probabile ritorno direttamente a gennaio. Sicuramente l’emergenza totale che i rossoneri hanno in attacco ha spinto Mister Pioli a decidere di contare sul francese, chiedendogli di stringere i denti.
Nel match con il Napoli si è inoltre reso protagonista dell’episodio che sta facendo molto discutere, ossia il suo fuorigioco (presunto) che ha determinato l’annullamento del gol nei minuti finali di partita, che avrebbe permesso ai rossoneri di pareggiare il risultato. Ancora non è ben chiaro come sia stato interpretata l’azione e come mai sia stata fatta questa scelta.

Concludendo, la speranza è che Oliver possa dare una mano ai rossoneri, soprattutto sfruttando l’accoppiamento con Ibra. Nei soli 66 minuti di questo campionato, quando il francese ha giocato in coppia con lo svedese, il Milan è riuscito a segnare 6 gol, 1 ogni 11 minuti giocati. Questa potrebbe l'arma in più dei Rossoneri nella seconda parte di stagione, con Zlatan in crescita, di gol e minutaggio, sperando anche nel recupero degli altri giocatori fondamentali per l’attacco del Milan.

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