
E se dopo un derby tiratissimo ti capita di andare a giocare a Salisburgo, c’è da mettere in preventivo di fare un po’ di fatica e non essere brillantissimi. Perché il RB Salisburgo è una squadra “abbordabile” solo per chi non segue il calcio internazionale e fa le previsioni solo guardando i nomi dei calciatori. Gli austriaci non hanno rivali in patria, e sono, quindi, abituati a vincere, ma si fanno rispettare moltissimo in Europa, Champions compresa; i numeri ed i risultati della scorsa edizione stanno lì a dimostrarlo. Una squadra fatta di giovani,di buona tecnica e preparati a livello fisico; fanno della corsa, del pressing alto e della velocità le loro armi migliori.
Affrontarli nella bolgia di casa loro non è semplice, ci vuole una prestazione comunque di livello. Ed ecco perché i giudizi sulla gara del Milan non devono essere negativi, perché il Milan ha saputo comunque reggere il confronto con gli avversari, ha saputo reagire allo svantaggio rimediato, e nella ripresa, quando gli avversari sono fisiologicamente calati, ha limitato i pericoli ed ha avuto il pallino del gioco andando fino alla fine a cercare la vittoria. Un Milan discreto quindi, che è mancato nella qualità (cit. Pioli) e di brillantezza in qualcuno dei suoi giocatori. Ecco perché il punto va bene, pur nella consapevolezza che questo Milan è più forte del Salisburgo e può (e deve) fare di più. Certo, il palo al minuto 93 si porta dietro molti rimpianti, ma diciamo pure che sarebbe stato un premio eccessivo per quello che si è visto in campo. Che sarebbe stata la trasferta più importante dell’intero girone lo si sapeva, ma il risultato inatteso giunto da Zagabria rende il girone un po’ più complicato del previsto e rende ogni gara una sorta di “gara decisiva” (dato che la squadra che sulla carta doveva fare pochi punti in realtà è in testa al girone).
Del resto in Champions è anche sbagliato pensare che ci siano squadre o partite abbordabili. In un mini torneo di sei partite basterà non concedersi distrazioni e fare il proprio dovere, perché comunque sia il Milan con Dinamo e Salisburgo ha i mezzi per fare i punti che servono alla qualificazione. Il calendario intensissimo costringerà Pioli a numerose rotazioni tra campionato e coppa, e sarebbe importantissimo (vista anche la necessità di tagliare qualche giocatore della rosa per comporre la lista) recuperare, ad esempio, gente come Krunic e, soprattutto, Rebic, perché qualcuno che faccia riprendere fiato a Leao serve come il pane. Il Milan è una squadra che per vincere deve correre e giocare bene, e Pioli dovrà essere bravo ad usare i suoi giocatori senza far calare la qualità del gioco e delle prestazioni, ma questo ci deve anche portare a non storcere il naso di fronte a prestazioni magari sotto tono (come quella col Sassuolo), che sono proprio figlie di questo calendario compresso e di questi impegni ravvicinati. Aggiungo anche che il calendario del Milan fino ad ora non è stato sicuramente morbido o agevole, dal momento che Udinese, Atalanta, Bologna, Sassuolo e Inter sono tutte squadre da lato destro della classifica; e se pensiamo che, ad esempio, le prossime due partite a San Siro saranno contro Napoli e Juventus e saranno intervallate da impegni di coppa, si capisce bene che non c’è assolutamente da abbassare la guardia ed il livello dell’attenzione. Ma c’è comunque da essere ottimisti, dal momento che il Milan di Pioli in questi anni ha dato il meglio di sè quando è stato sotto pressione e contro le avversarie più quotate. E se pensiamo ancora per un attimo a quello che i nostri occhi hanno visto nel derby, allora non possiamo che essere fiduciosi