
Dentro o fuori
In un San Siro insolitamente gremito per una gara di Coppa Italia, Milan e Lazio si giocano una fetta decisiva della propria stagione. Due squadre in crisi in cerca di riscatto... Formazioni: Gattuso vara il 3-4-3
La frenata del Tardini ha guastato umori e speranze in casa Milan, tornate a buon livello dopo la vittoria con la Lazio di dieci giorni fa. Il weekend poteva essere quello della svolta in positivo, ma, risultati alla mano rischia di essere stata una svolta in negativo. Con il pari con il Parma il Milan ha difatti condizionato moltissimo la propria classifica. Il quarto posto continua ad essere di proprietà rossonera, ma ormai tutto è sul filo del rasoio.
Gattuso e i suoi sono quindi attesi da due gare delicatissime, davvero da dentro o fuori, in cui ci si gioca tutta la stagione. Sabato, a Torino, sarà una sfida ad esclusione diretta. Chi vince, prosegue con chance la corsa alla Champions, chi uscirà sconfitto perderà invece il treno quasi definitivamente. In caso di pareggio, a salutare potrebbero essere in due. La sfida sarà delicatissima.
Questa sera, invece, sarà gara da dentro o fuori a tutti gli effetti, nel vero senso della parola. Dopo lo 0-0 dell’Olimpico, il Milan è chiamato a vincere per passare il turno contro la Lazio di Simone Inzaghi, a cui andrà bene ovviamente anche un pareggio con gol per accedere alla finale di Roma contro la vincente di Atalanta-Fiorentina di domani sera.
Il momento, sia a livello di gioco che di risultati non è dei migliori. C'è infatti un Milan pre e post Derby perso. Da quel momento, ad eccezione della gara con la Lazio vinta su rigore, sono arrivate solo delusioni. La classifica e la stagione stanno lentamente scappando di mano agli uomini di Gattuso.
C’è da dire che se il Milan non sta affatto bene a livello di forma, chi sta peggio è proprio la Lazio.
I biancocelesti sono reduci dall’incredibile sconfitta interna contro il Chievo già retrocesso, ed in generale arrivano da tre sconfitte nelle ultime cinque. Alla sconfitta con la Roma, si aggiungono quella con la Spal e proprio quella col Milan della scorsa settimana, decisa dal rigore di Kessiè. Più nello specifico, nelle ultime sette trasferte tra Campionato e Coppe sono arrivate ben cinque sconfitte (Napoli, Siviglia, Genoa, Spal, Milan) ed una sola vittoria, quella risicata e immeritata per 0-1 a Frosinone ad inizio febbraio.
Molti degli uomini di Inzaghi hanno reso in questa stagione molto ma molto meno rispetto al passato campionato. Due su tutti Luis Alberto e quel Milinkovic più volte accostato proprio al Milan. Non a caso, loro due, nel tracollo col Chievo sono stati espulsi per l’eccessivo nervosismo.
A livello di formazioni, Gattuso ha in animo di cambiare moltissimo rispetto a Parma, in previsione anche della sfida di domenica sera con il Torino. Il tecnico rossonero ha preparato la sfida pensando allo schieramento che nel secondo tempo della sfida in campionato con i bioancocelesti gli ha permesso di vincere la gara: il 3-4-2-1.
In difesa, davanti a Reina, dovrebbe tornare titolare dopo tempo immemore Mattia Caldara, out a lungo per infortunio. Con lui, spazio a Musacchio e Romagnoli. Zapata sarà invece impiegato a Torino. I due esterni alti dovrebbero essere Calabria e Laxalt, decisamente in vantaggio su Conti, che ha deluso a Parma dal 1'. A centrocampo ancora assente Paquetà, che si siederà in panchina. Spazio invece a Kessiè e Bakayoko, investiti dalle polemiche post Milan-Lazio e sanzionati dalla giustizia sportiva per la questione legata alla maglia di Acerbi. Sembrano comunque in vantaggio loro rispetto a Biglia.
In avanti, accanto a Piatek, Castillejo e Suso sembrano in vantaggio su Calhanoglu e Borini, possibili titolari all’Olimpico domenica sera.
In casa Lazio, questa dovrebbe essere la formazione scelta da Simone Inzaghi per guadagnarsi la finale di Coppa Italia questa sera a San Siro:
(3-5-2) Strakosha; Bastos, Luiz Felipe, Acerbi; Romulo, Milinkovic, Leiva, Luis Alberto, Lulic; Correa, Immobile.
A fare da cornice questa sera un San Siro in versione insolta per una gara di Coppa Italia, con quasi 60mila spettatori, almeno 4mila dei quali arrivati da Roma. Pubblico importante, che ancora ci crede per davvero, per un sfida decisiva.






