Scontro da duri: svolta o crisi
Gattuso si gioca molto della stagione, dell'obiettivo Champions e del suo futuro allo Stadium, dove il Milan ha sempre perso. Juventus: voglia di chiudere la questione scudetto o distratta dall'Ajax ?
Non poteva esserci peggior momento. La partita più difficile del campionato, quella in casa della capolista Juventus, arriva nel periodo di maggior crisi del Milan di Gattuso in questa stagione. Il black-out totale è arrivato dopo la sconfitta nel Derby. Poi è arrivata la roccambolesca trasferta di Genova e il diasrmante pareggio interno con l'Udinese. Da dietro ormai, sono tutte arrivate a braccare il Milan nella lotta al quarto posto. Fortuna vuole, in casa Milan, che le romane abbiano anch'esse rallentato. Il Milan è ancora padrone del proprio destino, ma deve assolutamente cambiare passo e atteggiamento.
Già a partire dalla sfida di questo tardo pomeriggio con la Juventus. Il Milan spera di trovare una Juventus distratta dall'importantissima sfida all'Ajax dei quarti di finale di Champions di mercoledi' prossimo. Il vantaggio abissale sul Napoli (+18) in campionato, può permettere ciò. Ma la possibilità di vincere lo scudetto già in questo weekend, intriga Allegri e tutto l'ambiente. Difficile quindi che la Juventus cannibale di questi anni snobbi uno Juventus-Milan. Un passo falso potrebbe condizionare la sfoda con gli olanedesi, e questo Allegri lo sa bene.
Il Milan gioca anche per sfatare un tabù fastidioso e ormai quasi imbarazzante. Da quanto infatti esiste lo Juventus (o Allianz che dir si voglia) Stadium, i rossoneri sono sempre stati sconfitte. A volte in modo onervole, altre volte in modo discutibile, quasi mai nettamente. Ma sempre 0 punti sono stati portati a Milano. Sette sconfitte consecutive in campionato in casa dei bianconeri. E non che contando anche le gare a San Siro sia andata meglio: dal 2013 ad oggi i rossoneri hanno battuto solamente una volta i bianconeri, con l'1-0 targato Manuel Locatelli nel 2016. Per il resto, solo batoste. Per rendere l'idea: negli ultimi 12 confronti tra Milan e Juventus in campionato, 11 volte ha vinto la squadra ora allenata di Allegri.
Numeri, quelli elencati, che non lasciano spazio a moltissime speranze. Ma mai come in questa occasione, il Milan si trova a giocare questa sfida con la clamorosa necessità di far punti. Un'altra sconfitta, terza nelle ultime quattro gare, aprirebbe una crisi più che conclamata che rischierebbe davvero di compromettere il finale di stagione. E se con una vittoria con l'Udinese sarebbe andato benissimo anche un pareggio a Torino, ora le cose sono cambiate. Atalanta e Lazio meditano il sorpasso. Torino e Roma sono comunque a stretto giro. La lotta per l'Europa oggi ti vede quarto e in Champions, domani fuori anche dall'Europa League. Chi si ferma è perduto, o quasi.
Come se non bastassero i problemi tattici, il calo fisico e mentale della squadra, Gattuso si ritrova a dover far fronte anche ad una piccola emergenza infortuni. Donnarumma, Conti e Paquetà non saranno arruolabili, in aggiunta a Bonaventura. Kessiè e Suso sono stati messi assieme con lo scotch e anche Rodriguez non è al top della condizione per alcuni acciacchi.
In questo cotesto, l'allenatore rossonero, il cui futuro è tornato prepotentemente d'attualità dopo 3 mesi di sostanziale cieli sereno su quel fronte, è combattuto dal dilemma: proseguire con le due punte o tornare alla coperta di Linus rappresentata dal 4-3-3?
In questa stagione, i fatti dimostrano che ogni volta che si è provato a fare qualcosa di diverso, azzardando una fase offensiva con più uomini, sono arrivate le imbarcate. Con le certezze del 4-3-3, di riffa o di raffa, sono arrivati i risltati e i punti.
Logica vuole, quindi, che il tecnico calabrese prosegua su questa strada, con Cutrone, semmai, pronto a incidere a gara in corso.
In difesa, davanti a Reina, tornano Calabria e Rodriguez ad affiancare Musacchio e Romagnoli.
In mezzo al campo recuperato Kessiè, che gioca con Bakayoko e Calhanoglu.
In avanti, Suso riprende il suo posto sulla destra, per affiancare Borini o Castillejo in supporto di Piatek.
L'altra ipotesi prevede l'inserimento di Biglia a centrocampo, con conseguente avanzamento di Calhanoglu. In questo caso, sarebbe Castillejo ad accomodarsi in panchina.
In casa Juventus, invece, Allegri ha recuperato moltissime pedine e vede la sua infermeria svuotarsi. Qualcuno sarà risparmiato in vista dell'Ajax, ma non è annunciato un particolare turnover.
Dybala, Mandzukic e Spinazzola tornano a disposizione per la gara con il Milan. Mentre Khedira, Ronaldo, Douglas Costa, Barzagli, Cuadrado, Caceres e Perin sono più indietro e non saranno della partita. Chiellini invece starà probabilmente fuori dagli 11 titolari per turnover.
Nel 4-3-3 di Allegri, in difesa, davanti a Szczesny, spazio a Cancelo, Bonucci e Rugani, mentre a sinistra Spinazzola è leggermente favorito su Alex Sandro e De Sciglio per partire dal 1'.
A centrocampo, Pjanic dovrebbe agire regolarmente davanti alla difesa, affiancato da due tra Matuidi, Emre Can e Bentancur. L'ex Psg e l'uruguayano sembrano leggermente favoriti sul turco ex Liverpool.
In avanti, sicuri del posto Mandzukic e Bernardeschi, mentre per l'ultima maglia se la giocano Kean e Dybala.






