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La predica di una FIGC allo sbando!

 

Reduci da un periodo tra i più bui per il calcio italiano, eppure sembra che il problema più grave sia quello della maglia di Acerbi

 

Il mondo del calcio italiano è così perfetto che la Federazione ha il tempo di dedicarsi “anima e core” ad un caso di etica sportiva infranta da due incoscienti ragazzotti di colore che decidono di prendersi gioco con una goliardata di chi in settimana aveva detto “che non esisteva paragone tra le due squadre prendendo nome per nome”. Gravina compie un gesto di grave abuso del suo ruolo, auspicando punizioni esemplari prima ancora che gli organi giudicanti abbiano emesso il loro verdetto. E visto che il giudice sportivo ha rimandato al mittente la richiesta di utilizzo della prova televisiva da parte del Procuratore federale Pecoraro, lo stesso Pecoraro non perde tempo ed apre un fascicolo di indagine facendo scattare il deferimento per i due centrocampisti del Milan.
C’è da trovare il modo per accontentare i desiderata del vertice della Federazione, ed anche del Ministro con delega allo sport Giorgetti, che come tutti bravi politici sfrutta queste situazioni per parlare di altro distogliendo l’attenzione da quelli che sono i problemi ben più seri di questa Italia in ginocchio.
 
Dicevamo che il Presidente Gravina si è concentrato su questa vicenda favorito dal fatto che tutto nel mondo del calcio italiano procede perfettamente. Eppure siamo reduci da alcune delle pagine più buie e nere di tutta la storia pallonara del nostro paese.
Siamo reduci da una estate e da un autunno che hanno messo completamente in ridicolo lo sport più popolare d’Italia. Non si è riusciti a portare a termine i procedimenti a carico del Chievo e del suo presidente per le plusvalenze fittizie perché qualcuno si era dimenticato di concedere udienza al presidente Campedelli.
In pratica chi è chiamato ad applicare le norme non è a conoscenza delle basi del mestiere.
E del bordello della B a 19 squadre con blocco dei ripescaggi? Con decisioni arrivate solo a novembre a campionato abbondantemente cominciato e con i campionati di serie C ampiamente condizionati, con squadre come l’Entella che giocava in C in attesa di essere ripescata in B. Una vicenda, peraltro, ancora non conclusa, visto che quasi sicuramente il prossimo anno la B torna a 22 squadre ma con le promozioni (dalla C) e le retrocessioni (dalla B) immutate, il che significa che bisognerà comunque procedere al ripescaggio di tre squadre. E se la gestione dei ripescaggi sarà come quella dello scorso anno allora ci sarà da ridere.
 
Insomma, la Federazione ne avrebbe di cose da mettere a posto all’interno del mondo del calcio, ed invece sembra che l’urgenza più grossa sia quella di punire Kessie e Bakayoko per un gesto di pessimo gusto per cui si sta comunque andando ben oltre l’attenzione che avrebbe meritato.
Ma si sa, in Italia siamo fatti così, più siamo nella merda e più ci concentriamo sulle cazzate per evitare accuratamente di dover accendere i riflettori sulle cose che non vanno, e che sono tante, troppe.
La speranza? Che lo zelo che si sta usando contro il Milan ed i suoi tesserati venga poi utilizzato per tutti.

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