
Undici Theo
Il terzino rossonero rappresenta il paradigma perfetto del giocatore (e dell'operazione di mercato) che Gazidis vorrebbe al Milan per perseguire le strategie di Elliott. Chi gli farà compagnia?
Il piano di Ivan Gazidis, e di riflesso di Elliott, per il Milan del futuro (a breve) è chiaro e delineato, almeno nelle linee guida da seguire. Un Milan giovane, di talento ed economicamente sostenibile. Giocatori da scoprire, con buone o grandi potenzialità e, soprattutto, ingaggi contenuti. L'identikit dell'operazione perfetta porta il nome di Theo Hernandez. E' il talento francese ex Real il paradigma da seguire con forza e determinazione nel prossimo futuro. Preso a 20 milioni questa estate dal Rea, Theo, ha stupito tutti ed ha sfondato subito in un ambiente ed in un momento oggettivamente complicati. Ora il suo valore è praticamente raddoppiato, entrando di diritto nella lista dei 3-4 migliori terzini del campionato.
E lui non ha in mente che il Milan. Vuole rimanere a lungo in rossonero e lo ha ribadito in un'intervista: “Sì, sono molto felice. È un momento molto bello della mia carriera. Mi trovo molto bene con i compagni, nel Club e in questa città e spero di godermelo per molto tempo ancora”.
Chi ha orchestrato l'intera operazione è Paolo Maldini, la cui situazione è ancora in bilico. La sensazione, giorno dopo giorno, è che una volta accantonata la figura di Rangnick, possa essere affidato sempre all'ex Capitano rossonero il progetto in corso. Con lui anche Ricky Massara oltre alla promozione del capo scout Moncada, molto ascoltato da Gazidis, e soprattutto più importanza alla figura di Almstad, braccio destro tecnico dell'AD.
In panchina la figura di Pioli acquista sempre più concretezza. Un po' per la stima crescente di Gazidis e la compattezza dello spogliatoio con l tecnico, un po' per dare continuità al lavoro fatto, un po' per il rifiuto di Rangnick, e infine anche per gli aspetti economici: il contratto da 1,5 milioni di Pioli è assolutamente in linea con l'attuale progetto.
Undici Theo Hernandez dunque, come ottimo per il futuro a breve del Milan. Ovviamente è un paradosso, perchè oltre al terzino francese, preso a paradigma, il Milan ha già in rosa alcuni giovani importanti che rientrano in questo filone, in tutti i reparti. In difesa possiamo citare certamente Conti, benchè non abbia mantenuto le aspettative rispetto alle annate all'Atalanta. Un altro nome in difesa è quello di Matteo Gabbia, anche se il giovane rossonero arriva dalla Primavera ed ha bisogno ancora di esperienza.
Passando al centrocampo, chi più si avvicina a Theo è certamente Ismael Bennacer. Preso a 15 milioni un anno fa dall'Empoli, il centrocampista rossonero ha saputo imporsi da titolare inamovibile della squadra di Pioli, certamente innalzando il suo valore. Restano in mezzo al campo, possiamo citare altri due nomi, con storie estremamente diverse. Uno è Paquetà, l'altro è Tommaso Pobega.
Paquetà risponde pienamente alle caratteristiche citate ed al profilo di giocatore che vuole portare avanti questo Milan. Ma il rendimento stagionale del brasiliano intimorisce non poco la dirigenza rossonera, che dovrà capire se su di lui varrà la pena investire ancora.
Per quanto riguarda Pobega, il giovane ex primavera rossonero sta facendo una grande stagione nel Pordeonendi Tesser in Serie B. Per lui 22 presenze stagionali da titolare e 5 reti. Il Milan starebbe pensando di riportarlo a base per testarne la crescita. Centrocampista centrali molto fisico e di personalità, Pobega potrebbe essere un'alternativa per i due posti davanti alla difesa, qualora il 4-2-3-1 fosse ancora il modulo adottato.
Passiamo all'attacco. Due, anche qui, i nomi da sottolineare. Quello di Leao e quello di Castillejo.
Il portoghese ha un talento e delle potenzialità sconfinate, ma in questa stagione non è del tutto esploso. Dati i suoi 20 anni va assolutamente aspettato: con una stagione del genere alle spalle potrebbe essere maturato, e i frutti si vedranno nella prossima stagione.
Per quanto riguarda lo spagnolo, la crescita avvenuta dopo la cessione di Suso è lampante e ripaga in parte quanto speso due anni fa da Maldini e Leonardo per prenderlo dal Villareal. Certamente Pioli, o chi per esso, potrà ripartire anche la prossima stagione affidandosi all'attuale numero 7 rossonero.
Quello che tutti però si chiedono è: questo progetto prevede delle "eccezioni" alla regola ?
Si, perchè una squadra di soli giovani in rampa di lancio non va mai da nessuna parte. Guide esperte servono e sono fondamentali e dimostrazione ne è la stagione in corso. Per vedere la vera esplosione di Theo, Bennacer e soprattutto Castillejo, il Milan ha dovuto aspettare l'arrivo di giocatori come Kjaer ed Ibrahimovic che portassero esperienza, spirito di squadra, certezze tecniche e personalità. Il giusto mix è quindi la soluzione per centrare risultati, perseguendo comunque gli obiettivi societari che sono alla base del progetto: crescita del valore del parco giocatori e stabilità economico-finanziaria.
Ecco quindi che giocatori come Romagnoli, Rebic, Kjaer e Calhanoglu sarebbe opportuno che venissero confermati, anche se, qualcuno, per età o ingaggio non rientra a tutti gli effetti nei parametri. Senza qualche eccezione, non solo presente in rosa ma anche da cercare sul mercato, è essenziale per la riuscita delle idee della proprietà. Ne è da sempre fautore Maldini, che crede che il mix tra giocatori esperti e giovani sia la via da perseguire. Senza questa affinità di idee, difficilmente l'attuale DT proseguirebbe in rossonero.
Discorsi diversi per Donnarumma ed Ibrahimovic. Il primo pretende un rinnovo monstre ed estenuante da raggiungere, il secondo potrebbe decidere in autonomia di andarsene o smettere con il calcio.
Le incertezze, ad oggi, restano quindi moltissime, anche e soprattutto legate al futuro di questa stagione. Il Milan farà anche l'Europa League il prossimo anno ? quale sarà l'impatto economico di questa emergenza ? come sarà strutturato il mercato della prossima stagione ?
Le risposte a questi interrogativi non potranno che influenzare le scelte della dirigenza. Ma il cammino è tracciato: alcune deviazione sono previste e potranno esserci, ma la via maestra indicata da Elliott e portata avanti da Gazidsi non sarà abbandonata.






