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Le novità di Amorim

 

il modulo, le novità metodologiche e tattiche, la gestione dei singoli: cosa sta emergendo dai primi giorni di raduno con Amorim

 

Sono bastati i primi allenamenti a Milanello per individuare la direzione scelta da Rúben Amorim. Il nuovo tecnico del Milan ha cominciato a lavorare sul 3-4-2-1, il sistema che ha caratterizzato gran parte della sua carriera e che richiederà ai rossoneri di cambiare posizioni, distanze e modalità di gestione del pallone.


Durante la partitella inaugurale Amorim ha disposto entrambe le formazioni con lo stesso modulo. La scelta indica la volontà di accelerare l’apprendimento, perché tutti i calciatori devono abituarsi immediatamente ai riferimenti previsti dal nuovo sistema. La difesa parte con tre giocatori, il centrocampo occupa tutta la larghezza e due calciatori offensivi agiscono alle spalle dell’unica punta. Il cambiamento riguarda anche il lavoro quotidiano. Amorim segue le esercitazioni dal centro del campo, interviene spesso e partecipa direttamente alla costruzione della seduta. Il portoghese lavora con uno staff relativamente contenuto e vuole controllare in prima persona l’esecuzione dei movimenti, la posizione dei giocatori e la velocità delle azioni.


Le prime sessioni hanno mostrato un utilizzo costante del pallone. Anche il lavoro atletico viene collegato a esercitazioni tecniche e tattiche, così la squadra può sviluppare la condizione fisica mentre assimila i principi del nuovo allenatore. Uno degli aspetti più insistiti riguarda l’uscita dalla difesa. Amorim chiede ai giocatori di iniziare l’azione dal basso e di ripetere la costruzione anche dopo un errore. In questo modo il tecnico vuole aumentare la sicurezza dei difensori, migliorare la qualità dei passaggi sotto pressione e creare collegamenti più precisi con i due centrocampisti centrali. La difesa a tre offre al portatore più soluzioni nelle prime fasi dell’azione. Il centrale può servire uno dei due compagni ai suoi lati, trovare un centrocampista oppure coinvolgere l’esterno. La squadra dovrà mantenere distanze ridotte, perché un passaggio sbagliato vicino alla propria area può concedere all’avversario una conclusione immediata.

 

Per conservare un’intensità elevata, Amorim ha alternato le formazioni impegnate nelle prove. I giocatori hanno così potuto recuperare tra una sequenza e l’altra, mentre il tecnico ha mantenuto alto il ritmo delle esercitazioni e ha corretto con maggiore precisione i movimenti. Le prossime sedute dovrebbero dedicare uno spazio crescente alla pressione e alla riconquista rapida del pallone.


Tra le prime indicazioni individuali spicca la posizione di Mario Gila. Amorim lo ha provato al centro della linea a tre e anche come braccetto destro, valutandone la capacità di guidare il reparto e di difendere lontano dalla porta. Accanto a lui ha trovato spazio Pavlovic, profilo adatto ai duelli fisici e alle uscite aggressive sull’avversario. Nel sistema di Amorim i braccetti devono svolgere diversi compiti. In fase di costruzione si allargano per facilitare la circolazione, mentre senza palla devono accorciare in avanti quando l’avversario riceve tra le linee. Servono quindi difensori rapidi, capaci di affrontare l’uno contro uno e sufficientemente sicuri nel passaggio. La presenza di tre centrali modifica anche il comportamento dell’intero reparto. Quando il Milan attacca, la struttura può assumere una disposizione vicina al 3-2-5, con gli esterni molto avanzati e cinque giocatori distribuiti sulla linea offensiva. Durante la fase difensiva gli esterni arretrano e formano una linea a cinque, riducendo lo spazio sulle corsie laterali.

 

La prova più significativa riguarda Samuel Chukwueze. Il nigeriano è stato utilizzato come esterno destro di centrocampo, con il compito di coprire tutta la fascia. Amorim gli chiede quindi una partecipazione più ampia rispetto a quella richiesta a un’ala offensiva tradizionale. Chukwueze dovrà garantire profondità quando il Milan controlla il pallone, offrire un riferimento largo e attaccare lo spazio alle spalle del terzino avversario. Quando la squadra perde il possesso, dovrà arretrare rapidamente per completare la linea difensiva. La sua capacità di adattarsi a questa doppia funzione potrebbe incidere sulla permanenza in rosa e sul minutaggio durante la stagione. Il nuovo ruolo può valorizzarne accelerazione e abilità nell’uno contro uno, mentre aumenta il peso dei compiti difensivi. Le distanze percorse saranno maggiori e la qualità del posizionamento diventerà decisiva, soprattutto quando il braccetto destro uscirà in pressione e lascerà spazio alle proprie spalle.


Anche Ruben Loftus-Cheek è stato utilizzato in una posizione diversa. L’inglese ha agito sulla trequarti, alle spalle dell’attaccante, invece di partire dalla linea dei centrocampisti centrali. Questa collocazione gli permette di sfruttare la forza fisica negli inserimenti e la capacità di ricevere tra le linee. Loftus-Cheek può accompagnare l’azione, occupare l’area sui cross provenienti dalle fasce e aiutare la squadra nella prima pressione sui difensori avversari. Nel 3-4-2-1 i due giocatori alle spalle della punta hanno un ruolo centrale. Devono avvicinarsi al centravanti, creare superiorità nelle zone interne e aprire spazi per le avanzate degli esterni. La loro posizione sarà importante anche per evitare che l’attaccante resti isolato, problema che in passato ha ridotto la pericolosità offensiva del Milan in diverse partite.

 

Il primo gol della nuova stagione rossonera porta la firma di Andrej Kostic. L’attaccante montenegrino, classe 2007, ha trovato la rete durante le prime esercitazioni e ha sfruttato l’occasione concessa dal nuovo allenatore. La sua presenza con la prima squadra conferma l’attenzione dedicata ai giovani durante il ritiro. Amorim vuole osservare direttamente i talenti disponibili e valutarne la capacità di sostenere intensità, responsabilità tattiche e concorrenza. Le prime settimane serviranno a stabilire quali ragazzi potranno rimanere stabilmente nel gruppo e quali avranno bisogno di giocare con maggiore continuità altrove. Kostic ha caratteristiche compatibili con un attacco che cerca movimenti verticali e presenza in area. Il gol realizzato durante il raduno rappresenta un primo segnale positivo, mentre le successive amichevoli offriranno indicazioni più attendibili sulla sua possibile collocazione.

 

Amorim sta lavorando anche sul rapporto con lo spogliatoio. Nel primo discorso ha scelto l’inglese e ha promesso ai giocatori un confronto franco. Ha spiegato che sarà disponibile a difendere la squadra nelle discussioni, a condizione che i calciatori si comportino correttamente e rispettino le responsabilità assegnate. Il tecnico ha inoltre dedicato tempo ai colloqui individuali. Questi confronti gli permettono di conoscere le aspettative dei giocatori e di spiegare ciò che richiede nei diversi ruoli. La meritocrazia indicata davanti alla squadra obbligherà ogni elemento della rosa a guadagnarsi il posto attraverso il rendimento quotidiano.

 

Il Milan sta assimilando un’impostazione molto diversa rispetto alla stagione precedente. Il 3-4-2-1 determina una nuova distribuzione degli uomini, assegna maggiore responsabilità agli esterni e richiede ai difensori una partecipazione costante alla costruzione. Le prime sedute permettono di riconoscere il progetto. Serviranno le amichevoli e le partite ufficiali per capire quanto rapidamente la squadra riuscirà ad applicarlo contro avversari organizzati. La pressione alta dovrà essere coordinata, la difesa dovrà gestire spazi più ampi e gli esterni dovranno sostenere un carico fisico considerevole. Amorim ha comunque iniziato con indicazioni precise. Il pallone accompagna ogni fase dell’allenamento, gli errori vengono utilizzati per ripetere i meccanismi e diversi giocatori stanno sperimentando compiti nuovi. Il successo del progetto dipenderà dalla qualità degli interpreti e dalla velocità con cui la rosa riuscirà a trasformare le istruzioni di Milanello in comportamenti efficaci durante le partite.

 

 


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