Un modulo che cambia tante cose
Una squadra che deve adattarsi a nuove idee
Con l’arrivo di Ruben Amorim a Milanello e i primi allenamenti già iniziati, è ormai chiaro che il Milan userà il 3-4-2-1 come sistema principale nella nuova stagione. A prima vista può sembrare simile al 3-5-2 dell’anno scorso, ma in realtà cambia molto, soprattutto nei ruoli dei giocatori.
Il calcio di Amorim non è fatto solo di numeri sulla lavagna, ma di idee precise. Il centrocampo è il reparto che deve cambiare di più. Nel 3-4-2-1 i due mediani devono correre tanto, essere aggressivi, coprire gli spazi e fare tante transizioni. Serve molta energia, fisicità e ritmo. Per questo è difficile pensare a due registi lenti o poco dinamici.
Ecco perché il Milan vuole tenere Adrien Rabiot: ha le caratteristiche giuste per questo tipo di gioco. Diverso invece il discorso per Luka Modric. Se resterà, sarà sempre un leader nello spogliatoio, perché ha esperienza e mentalità vincente. Ma in campo sarà più complicato. L’età, il calendario pieno e le richieste fisiche del modulo rendono difficile immaginarlo titolare fisso. Probabilmente giocherà meno minuti, ma quelli che farà saranno importanti.
Il nuovo sistema può aiutare subito alcuni giocatori. Christian Pulisic è uno di questi. Nel 3-4-2-1 i due trequartisti sono fondamentali: ricevono palla tra le linee, entrano in area, parlano con la punta e possono creare tante occasioni. È una posizione perfetta per lui.
Anche Rafael Leao potrebbe fare bene lì, ma prima bisogna capire se resterà al Milan. Solo dopo si potrà parlare di come Amorim lo userà.
Perché un modulo non cambia solo la tattica. Cambia anche i protagonisti. Ogni rivoluzione crea nuovi leader e mette in discussione quelli di prima.






