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Numeri che raccontano una crescita vera
Una stagione solida nonostante mille difficoltà
In questi mesi ho seguito ogni partita con la sensazione che la squadra stesse cambiando passo. Anche se l’allenatore non ha mai parlato apertamente di Scudetto fin dal raduno del 7 luglio 2025, i risultati hanno parlato da soli. Dopo 31 giornate ci sono 15 punti in più rispetto alla scorsa stagione e il terzo posto in classifica è lì, meritato, anche in un campionato dove l’Inter sta andando oltre ogni previsione.
Quello che mi colpisce di più è che tutto questo è arrivato con un attacco quasi sempre incompleto da fine agosto fino alla primavera. L’allenatore ha dovuto trovare soluzioni diverse, cambiare interpreti e adattare il gioco, ma la squadra non ha quasi mai perso continuità. E c’è un dato che non si può ignorare: finora sono arrivate solo quattro sconfitte, meno di chiunque altro in Serie A 2025/2026.
Secondo i numeri riportati, il confronto con la gestione precedente è chiarissimo. Con l’allenatore attuale ci sono 47 gol segnati e 24 subiti, con un totale di 18 vittorie, 9 pareggi e 4 sconfitte. L’anno scorso, con Paulo Fonseca e poi Sergio Conceicao, i gol erano gli stessi ma quelli incassati erano 37, con 13 vittorie, 9 pareggi e 9 sconfitte. Lo stesso attacco, ma una difesa molto più solida, ha portato a un salto enorme in classifica.
La differenza più evidente è proprio dietro. Tredici gol in meno subiti dopo 31 giornate raccontano una squadra più attenta, più ordinata e capace di soffrire senza crollare. Anche quando mancavano pezzi importanti davanti, la squadra ha saputo limitare i rischi e trasformare partite complicate in punti pesanti.
Il girone di ritorno non è stato brillante come l’andata, ma il quadro generale non cambia. Le quattro sconfitte totali, contro le nove dell’anno scorso nello stesso momento del campionato, mostrano una gestione migliore dei momenti difficili e delle assenze.
Il +15 in classifica rispetto alla stagione precedente è la prova più chiara della continuità trovata. Il terzo posto attuale nasce da equilibrio, attenzione e capacità di adattarsi anche quando l’attacco non era al completo.
La squadra di questa stagione ha costruito un’identità precisa: stessa produzione offensiva, difesa più forte e gestione più lucida delle situazioni complicate. Anche se i sogni di Scudetto si sono spenti dopo la partita di Napoli, i numeri raccontano una realtà diversa dal rumore che si sente fuori. E questa realtà dice che la squadra è cresciuta, ha tenuto il passo e ha dimostrato una solidità che l’anno scorso non c’era.






