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La triste fine di Pioli

 

L'amaro passo d'addio di un allenatore da troppo tempo a fine ciclo

 

 

Dopo la partita di ieri sera, Stefano Pioli Stefano è diventato l’allenatore che ha perso più partite nella storia dei derby di Milano tra tutte le competizioni (10); contestualmente è anche diventato il 1° allenatore del Milan capace di perdere 6 stracittadine milanesi di fila. Questi sono i numeri, ma potrebbero tranquillamente essere i titoli di coda, amarissimi, di un allenatore che tantissimo ha dato al Milan nel biennio 2020-22 e che, altrettanto ha tolto al Milan nel biennio 2022-24. Innegabili i suoi meriti nel percorso milanista che ha portato la squadra rossonera a vincere il diciannovesimo scudetto e a riconquistare, l'anno prima, la qualificazione alla Champions League. Altrettanto innegabili i suoi demeriti dell'ultimo biennio, in cui il Milan è regredito enormemente, sul piano del gioco, della qualità del possesso palla e della fase difensiva. Già proprio la fase difensiva è diventata una sorta di zona comica per il Milan. Sono 58 i gol subiti in 46 partite.

 

Numeri da squadra che alberga a metà classifica o che lotta per la retrocessione. La verità è che Stefano Pioli è stato un bravo maestro per un gruppo di giocatori che doveva crescere e che aveva bisogno del supporto di un "buon padre di famiglia". Dopo la vittoria del campionato, il gruppo aveva bisogno di concetti di calcio diversi e di un bastone superiore alla carota. Serviva un professore. Colpa grave della società non coglierlo. Colpa gravissima di Paolo Maldini rinnovare quel contratto ad ottobre 2022. Colpa ancor più grave quella di Furlani e Moncada che lo hanno confermato in estate pensando di fare cosa buona e giusta. Una grande società deve saper capire quando un ciclo tecnico è arrivato alla fine. Forse ne stanno prendendo atto soltanto oggi, con almeno un anno e mezzo di colpevole ritardo. Inaccettabile.

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