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L'ansia dell'attesa
Emozioni, umori e tensioni di questa vigilia
A circa 24 ore dalla sfida del Diego Maradona, l'adrenalina sta salendo, la tensione sta scavando i nostri volti, quel misto singolare di preoccupazione e speranza si è impossessato dei nostri umori e continua a tenerci sulle corde di un'ansia particolare. Quasi 100 minuti, recupero compreso, per dare senso ad un obiettivo grande, forse grandissimo, ad oggi però molto lontano. Abbiamo da tempo lasciato il campo base e ci siamo incamminati sul sentiero della gloria ma stavolta sappiamo che sarà una vera e propria battaglia, senza appelli, senza possibilità di rivincita.
Una fra noi ed il Napoli andrà fuori dalla coppa e quel minimo vantaggio che ci conferisce la partita di andata verrà annullato al fischio d'inizio di una partita in cui non ci saranno calcoli o dove qualcuno cercherà invano di risparmiare sulle energie. Ci passano per la mente tutte le tappe che abbiamo superato prima di arrivare a questo punto. E poi, ci attraversa i pensieri ciò che eravamo a dicembre 2019 dopo la sconfitta contro l'Atalanta a Bergamo. Sprofondati nell'anima, mestamente confinati a metà classifica, senza obiettivi, svuotati dalla speranza e alla ricerca di una ragione per dare un senso ad un girone di ritorno che appariva inutile.
Tre anni e quattro mesi dopo, il Milan è in un'altra dimensione ed ha una scudetto bellissimo sul petto. Tutto ciò che abbiamo fatto ce lo siamo meritato, ogni singolo sforzo lo abbiamo sudato. Il diritto di credere a questo sogno è tutto nostro e nessuno può negarcelo. Magari andrà male ma martedì sera, su quel trampolino, ci saremo noi. Chiuderemo gli occhi e ci lanceremo alla ricerca del tuffo migliore. Coraggio vecchio Milan, abbiamo un appuntamento con la storia!






