
Dopo Istanbul, c'è sempre Atene
Perseveranza... fiducia ... speranza... e....
Qualche giorno fa è stata svelata la seconda maglia del Milan per la stagione 2025/26, e devo dire, me ne sono letteralmente innamorato. Una maglia che volutamente richiama la finale di Champions League vinta nel 2007, con dei dettagli fantastici come la corona d'alloro intorno allo stemma rossonero, simbolo di trionfo, gloria, sapienza e raggiungimento di traguardo.
Oltre che il testimonial d'eccezione, che rievoca dolcissimi ricordi come Pippo Inzaghi, c'è un altro dettaglio che mi fa impazzire. Una frase che un giorno vorrei tatuarmi per il bellissimo significato. Una frase sul colletto esteriore: "Dopo Istanbul c'è sempre Atene".
Perché non esiste frase migliore per indicare noi milanisti. Perché non esiste frase migliore per indicare la storia del Milan. Una storia fatta di alti (tanti) e bassi (pochi), dove dopo cocenti delusioni ci siamo sempre rialzati con gioie immense.
Figurativamente la nostra Atene è avvenuta diverse volte nella nostra storia. Quando vincemmo uno scudetto negli anni 50 dopo un lungo periodo senza vittorie. Dopo la finale persa col Real Madrid nel 58 susseguita dal primo alloro Europeo nel 63.
Dopo la coppa intercontinetale persa in maniera veramente dubbia nel 63 susseguita dal primo alloro Mondiale del 69 e la battaglia di Buenos Aires dove i nostri eroi si innalzarono sul tetto del Mondo dopo botte, sangue e caffè bollenti addosso.
La nostra Atene, luogo del Partenone che sovrasta e protegge la città. Dolce città greca che ci ha donato le vittorie del 94 e del 2007.
Proprio il 2007, dopo Istanbul e probabilmente il nostro più grande rimpianto. Proprio quel 2007 che dopo Istanbul, ci regalò la vittoria ad Atene, contro lo stesso avversario, e che iniziò il nostro percorso che tramite Montercarlo e Yokohama ci portò a innalzarci come Club più titolato al Mondo, nell'Olimpo, sul posto d'onore più alto di tutti, che ci vide quella sedia stretta fino al 2014.
Quella scritta rappresenta tanto nella vita di noi tifosi rossoneri. Questa maglia è a dir poco stupenda, dal valore simbolico e affettivo inestimabile, che speriamo possa essere propedeutica ad una stagione vincete, che sia in Italia o magari, perché no, in Europa, dove alla nostra infinita storia europea manca proprio quel tassellino chiamato Europa League (o per i più grandicelli come me, ex Coppa Uefa).
Chiaro che non basta una maglia bellissima e, al momento, 2 acquisti seppur di ottimo livello, per dire che tutto è aggiustato.
Però per una volta, la società sta unendo alle ingenti quantità di denaro spesa (che hanno sempre speso ogni anno, e che spenderanno ancora dopo i 104 milioni di questo inizio estate) una gestione più presente e saggia di un club.
C'è ancora tanto da fare per riacquistare fiducia, c'è ancora tanto da fare per tornare ad essere il vero AC MILAN. Ma sembra che ci siano indirizzati sulla strada giusta, quella strada che prima o poi ci riporterà ad Atene, la nostra dolce e amata Atene, lassù nell'Olimpo, su quel punto che abbiamo lasciato da tanto, troppo tempo.
Perseveranza...fiducia...speranza....e....Atene.
Tempo al tempo amici rossoneri.
Dopo Istanbul, c'è sempre Atene.






