cardinale

 

Ma Cardinale la storia del Milan la conosce oppure no?

 

Dal caso Maldini al nuovo corso di Cardinale: il Milan che vuole solo guardare avanti.

 

Ohhh finalmente! Maldini ha accettato la corte di Malagò ed è andato a lavorare in Nazionale. Così per un po’ di tempo (si spera) ce lo siamo tolti dalle balle! Attenzione, io non appartengo al partito degli anti-Maldini come dirigente; bisogna dargli atto che sotto la sua gestione dell’area sportiva il club ha vinto uno scudetto ed è anche arrivato in semifinale di Champions.

 

Tuttavia questa divisione del tifo milanista tra maldiniani ed anti-maldiniani me l’ha fatto uscire fuori dai coglioni, perché io non sopporto che ci sia gente che continui a sostenere “che senza Maldini non si può fare calcio ed il Milan non esiste” e che quindi l’unica soluzione di Cardinale doveva essere quella “di chiedere scusa e richiamarlo al Milan”. Ma quando mai! Maldini è un uomo competente di calcio ma fortemente egocentrico, che pensa di poter gestire le cose a modo suo senza dover dare conto a nessuno. E questo, ahimè, quando sei un dirigente di una qualsiasi azienda non va bene, a meno che tu non sia anche il proprietario.

 

Comunque sia, la cosa importante adesso è che con Maldini in Nazionale qualcuno la smetterà di accostarlo a noi e la smetterà anche di dire “che tornerà al Milan col cavallo bianco insieme ad uno sceicco arabo che vuole rilevarne la proprietà”. Basta con questa diatriba, guardiamo avanti e pensiamo al bene del Milan senza scissioni e divisioni.

 

Passiamo a parlare di Milan adesso, quello attuale. Tutti abbastanza concordi nel dire che Cardinale ha completamente cambiato il modo di gestire il Milan dopo la “grande resettata” di Maggio. Sempre presente, esposto in prima persona su tutto, prende le decisioni su tecnici e giocatori, li accoglie e li presenta anche. Insomma, fa tutto quello che nei quattro anni precedenti non ha fatto. Questo è un dato di fatto e gliene va dato atto.

 

A prescindere dai risultati che arriveranno e dal rendimento dei nuovi acquisti, questo è il modo corretto di gestire “un giocattolino” che gli è costato 1,2 miliardi di euro e che lui deve valorizzare per farlo crescere di valore; e per farlo la parte preponderante va data alla parte sportiva del club, perché solo un club vincente può aumentare di valore. Questo è. Chi lo denigra a prescindere invece continua a dire che “è necessario aspettare i risultati del campo” per dire se le cose sono migliorate davvero.

 

Come se la gestione del club a tutti livelli debba essere giudicata solo ed esclusivamente dai risultati. Per carità, sono importanti e sono la componente preponderante di un club calcistico, ma se hai dato una svolta ed hai migliorato il tuo modo di gestire il tuo club non sono solo i risultati a dirlo. Ma si sa, chi contesta Cardinale non ammetterebbe mai di spendere una parola positiva su di lui, piuttosto si farebbe sparare nei maroni!

 

E sono gli stessi che continuano a dire “che lui non conosce nulla della storia del nostro Milan e non sa neanche quante Champions abbiamo vinto” ma ieri lo hanno deriso per essersi presentato a Milanello in elicottero “volendo imitare Berlusconi”: ma allora la storia la conosce?


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