
Un futuro su più tavoli
Accuratezza e precisione
Il Milan si affaccia sul finale di questa stagione sciagurata con il chiaro pensiero "sportivo" di chiuderla per il meglio, sperando che la Coppa Italia posso portare in dote un secondo titolo nazionale, che potrebbe dare un senso o quanto meno un minimo di ricordo, in questa stagione. Chiaramente c'è da superare il non semplice (eufemismo) scoglio Inter.
Ma il futuro si gioca su più tavoli, e per quanto possa stancare il tifo, la parte extra sportiva è fondamentale per un futuro roseo.
È notizia fresca di un brusco rallentamento nella trattativa per Paratici. Non è un problema economico nè di progetto. Perché poi partono i "Cardinale out boys". I problemi sono radicati sulla questione Prisma, dove il Milan, giustamente vuole un attimo tutelarsi.
Secondo la logica del tifoso brontolone, dovrebbe aver già firmato, ma la fretta fa' i figli ciechi quindi meglio vederci bene.
Seconda questione è il nodo relativo allo scouting. Dove il Milan ha Moncada, che ha un palmares di giocatori scoperti di enorme qualità (Mbappè su tutti, ma anche Enzo Fernandez, bocciato dall'ex Dirigenza, che in 6 mesi passò da 20 milioni a 120 milioni), mentre Paratici vorrebbe portare il suo talent scout.
Ora le piste si riaprono e i nomi sono ugualmente ottimi (Tare e D'Amico anche loro sono un ottimo partito a chi affidarsi).
La questione allenatore è molto centrale. Le possibilità che Conceicao rimanga anche in caso di vittoria di Coppa Italia, sono ugualmente basse. I nomi fatti sono di livello eccellente.
Conte, Allegri e De Zerbi quelli più in auge. Caratteristiche diverse, ma livello alto nei primi due nomi e di prospettiva molto accattivante nell'ultimo. Il mercato potrebbe veder colmato la differenza dei mancati introiti della prossima Champions League semplicemente col riscatto di alcuni elementi in prestito (tenendo conto che Okafor e Salaemakers probabilmente torneranno indietro, quindi contanti tutti gli altri prestiti), bisognerà scegliere bene chi acquistare e rinforzare una rosa che a livello di nomi dovrebbe primeggiare senza grossi problemi, ma che necessita di un'inquadratura sul lato soprattutto mentale e di impostazione tattica.
La questione stadio, fondamentale per poter generare nuovi introiti da reinvestire sul lato sportivo nella parte sportiva.
Insomma, questa stagione indubbiamente è stata molto negativa, la speranza che possa finire con una difficile vittoria in Coppa Italia ci sono, ma gli errori fatti sembrano imparati e assimilati.
Ora sta tutto nel vedere l'evoluzione degli eventi, senza partire coi soliti catastrofismo figli di un ambiente, quello rossonero a livello di tifo, diventato piagnucolone ai livelli di Simone Inzaghi.
Forza Milan, più di ieri, meno di domani.






