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E' ora di fare sul serio

 

Non c'è più tempo, servono scelte decise e condivise, a partire dall'allenatore. E scremare la rosa da giocatori non all'altezza, tecnicamente e caratterialmente

 

Quando perdi il sesto derby di fila e dopo che una onesta Roma ti ha buttato fuori dall'Europa senza mai praticamente rischiare alcunché, devi solo stare zitto, abbassare le orecchie e sperare che la buriana passi presto, prestissimo perché non ne puoi più.

Dopo la serataccia dell'Olimpico sono saltati fuori nuovamente i maldinisti, fedeli, ciechi, sordi servitori del Paolo e non so se siano più sgradevoli costoro o le merde che festeggiano uno scudetto ed una stella di cartone, di cartone come i loro soldi.

Sembra che se fosse rimasto il Paolo, adesso saremmo ad un punto dalle merde, se non sopra, in semifinale sia di Champions, sia di Europa League, sia di Coppa Italia, sia del Trofeo Moretti.

Col Paolo DT siamo arrivati quinti dopo un mercato demenziale, stupido, raffazzonato, confusionario; e nel 2023 sarebbero arrivati Arnautovic, Kamada, Berardi per 30mln e poi chissà chi altri.

Non vi sopporto più, maldinisti, come non sopporto più quelli che 'Bisogna spendereeee!'.

Spieghiamolo ancora una volta: un proprietario di un Club NON può apportare capitali per rafforzare la squadra, se il totale delle spese supera il 70% dei ricavi. E' il bilancio che dice se puoi o non puoi fare certi investimenti. Non conta se Cardinale sia un tirchio o uno squattrinato: è il bilancio del Milan che fa testo! Mettetevelo in quella zucca vuota!

Il primo tassello per la nuova stagione è sicuramente l'allenatore. Al momento abbiamo la 'sede vacante', virtualmente; la volta scorsa intitolai il mio pezzo 'Tocca a te, adesso, solo a te', dedicato al Mister. Ebbene, ha fallito miseramente. Un po' per alcune scelte davvero discutibili ed un po' anche per non essere stato in grado di caricare e responsabilizzare i ragazzi.

Si dice: 'Prima le radici, poi le ali'; le radici per l'appartenenza e le ali per volare. Non è stato fatto niente di tutto ciò.

Abbiamo trascorso un intero campionato cullandoci sui proclami; 'Scudetto', 'Seconda stella', 'Almeno i quarti di CL', 'Ce la faremo', 'Vinceremo l'Europa League', 'Siamo forti', per poi finire con un mesto 'Peccato, non abbiamo vinto un cazzo'.

C'è chi si crede fenomeno, chi è schierato in campo nonostante tutto, chi commette un errore e non vede più il terreno di gioco, chi è in forma eppur non rientra mai tra i titolari, chi ama mettere le faccine da pagliaccio su IG e via dicendo.

Ma la colpa è di Furlani e di Cardinale.

Abbiamo un portiere che pare la copia di Fiori, un Capitano che pare predicare nel deserto, un Gabbia che è stato messo in ridicolo da quel Lukaku che ha fatto schifo tutto l'anno; uno che gioca a sinistra ma basta mettergli davanti un uomo in più e va in crisi, un terzino che nei momenti clou della stagione si eclissa, un attaccante di 37 anni che sono 3 mesi che non tira più né coppe né bastoni ma che è sempre titolare, un ragazzo francese che cola milanismo ma che, in campo, non ha numeri per reggere certi match, etc.

Ma la colpa è di Furlani e Cardinale.

Pioli ha fatto miracoli l'anno scorso e quest'anno è secondo in classifica dietro ad una squadra che ha 'over performato'; di più non poteva, né può fare. Ha raggiunto il suo limite massimo. Oltre una certa soglia non è in grado di andare.

In settimana, in una discussione in un gruppo, un tizio sosteneva che Pioli non poteva essere cambiato l'estate scorsa dopo tutti gli stravolgimenti nella squadra, come l'addio di Maldini e i numerosi nuovi innesti. Io, sommessamente, mi sono permesso di dire che, fatto 30, si poteva benissimo fare anche 31, perché già allora si sapeva che Pioli più di quel quid non riusciva a dare.

Ecco, forse è stato quello il vero errore della dirigenza: pensare che avesse ancora molto da dire, sopravvalutando le sue doti.

Pioli è un ottimo tecnico, sia chiaro; però a noi, in questa delicata fase storica, serve altro.

Ci serve qualcuno che metta il fuoco al culo dei giocatori.

Uno in grado di attaccarli al muro, se occorre.

Ma avete visto la Lazio martedì sera? Avete notato come correvano, come sbavavano dietro agli juventini?

Noi siamo andati a Roma col pannolone, con la testa imbottita di tattiche strane e con la sicumera dell'ignorante, quella che fa dire: 'Sappiamo ciò che dobbiamo fare'.

Che, poi, è quel che ha detto Pioli in conferenza stampa.

Quali nomi sono usciti fino ad ora per sostituire Pioli? Conte, Thiago Motta, Palladino, Van Bommel, Galtier, Rose, Italiano, Tedesco, De Zerbi, Xavi, Lopetegui, Gilardino, e scusate se è poco.

Si racconta che la dirigenza non abbia ancora deciso, perché Ibra vorrebbe imporre Conte, personaggio non gradito, oppure Van Bommel, ritenuto, a torto o a ragione non ci interessa, ancora da 'svezzare' come tecnico.

Thiago Motta, si leggeva ieri, resterà a Bologna in caso di Champions; De Zerbi è un po' in ribasso col suo Brighton a metà classifica; Gilardino e Palladino come Van Bommel; Lopetegui, misteriosamente ambito anche in Premier, non piace alla tifoseria e non sfoggia un gran pedigree; Galtier allena in Arabia dove prende 8mln netti a stagione; Rose non conosce bene il campionato italiano ed allena il Lipsia (scadenza 2025); Tedesco è il CT del Belgio; Italiano non piace alla piazza e nemmeno alla dirigenza e Xavi, a mio parere, è meglio resti dov'è.

Sarà una scelta davvero ardua.

E da non sbagliare assolutamente.

Forza Milan, sempre e per sempre!

 

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