
L’insostenibile pesantezza del tifoso-social rossonero!
Se qualcuno alle 23 di domenica sera fosse tornato da Marte e si fosse collegato sui social, avrebbe sicuramente tratto la sensazione che questo Milan stia lottando per non retrocedere...
Cinque ore e 41 minuti! Cinque ore e 41 minuti! Cinque ore e 41 minuti! Tanto è il tempo che è passato tra il gol di Kalulu contro l’Empoli (al 19’) ed il triplice fischio finale dell’Olimpico di Torino.
341 minuti. Cioè, in cinque ore e 41 minuti di gioco (recuperi esclusi) il Milan è riuscito a segnare un solo gol, quello di Bennacer a Cagliari. Pazzesco! E sapete cosa vi dico ancora? Che la chiara sensazione che si è avuta domenica sera era quella che se la partita fosse durata altre tre ore non saremmo comunque riusciti a cavare un ragno dal buco!
Avrei potuto dire, come fanno tutti, che abbiamo segnato solo 3 gol nelle ultime 5 partite di campionato, ma quantificarlo in ore credo renda ancora più evidente il grande problema che sta affliggendo la squadra di Pioli in questo scorcio decisivo della stagione.
L’impotenza offensiva sta diventando qualcosa di cronico, e purtroppo ci ha fatto perdere la grande occasione di essere ancora saldamente in testa alla classifica. In tutto questo, l’unico che voglio salvare e che, secondo me, non ha colpe è Olivier Giroud, attaccante con certe caratteristiche poco e male servito, e costretto solo a fare a sportellate con le spalle girate alla porta e sponde per i propri compagni. Non un cross, non un filtrante in profondità che lo liberi davanti al portiere avversario!
Un avvilente strazio causato, invece, da diverse variabili.
Innanzitutto la scarsa forma e brillantezza di tutti gli uomini che giocano alle spalle della punta; nessuno, da due mesi a questa parte, è in uno stato di forma e mentale decente.
Diaz non riesce a tornare quello di una volta, Messias ha perso incisività, Saelemaekers non pervenuto da quattro mesi, e Leao, dopo un periodo di grazia e continuità, si vede solo a sprazzi (che si riducono sempre di più partita dopo partita). Kessie, quando schierato da trequartista, non ha certo le caratteristiche per illuminare il gioco e le punte.
Servirebbero le alternative, le possibilità di far rifiatare qualcuno (come Leao) e di permettere a mister Pioli di provare a cambiare il corso delle partite, ma puntualmente Rebic non è disponibile ed ancor di meno lo è Ibrahimovic.
Ed allora ci pensavo proprio domenica sera appena avuta la notizia delle defezioni: è vero che nell’undici titolare avrebbe trovato posto solo Bennacer, ma se la partita non si fosse sbloccata nel primo tempo, quali armi avrebbe avuto Pioli a disposizione per provare coi cambi a modificare l’inerzia della gara? Nessuna, neanche una.
Serviva l’invenzione di qualcuno, la giocata estemporanea del campione, ma in questo momento nessuno di quelli preposti all’offesa é in grado di sfoderarla. E così siamo costretti ad assistere a questa sorta di “vorrei tanto ma non posso, non ci riesco proprio”, che dovrebbe ispirare Pioli ad apportare qualche modifica rispetto allo spartito principale.
Abbiamo bisogno di riempire di più l’area, di semplificare un po’ le cose, di arrivarci in maniera più sbrigativa e più sporca, insomma di sfangarla in attesa che le cose tornino a funzionare (naturalmente avremmo bisogno di recuperare gli infortunati ed anche la condizione fisica e mentale di qualcuno).
Tutto questo non significa però sparare su squadra, staff tecnico e società, perché non bisogna mai assolutamente perdere il contatto con la realtà delle cose.
Siamo una squadra giovane, ben costruita, con un gioco ed una identità ben precisa. Il fatto che in questo periodo siamo in difficoltà, che facciamo fatica ad imporre gioco e risultati, che la condizione fisica e psicologica metta a nudo i nostri limiti (che ci sono e che conosciamo da inizio stagione) non ci deve far dimenticare il grande campionato che questi ragazzi e questo gruppo stanno facendo, che siamo ancora lì in testa alla classifica (asterischi o non asterischi) e che a sei giornate dalla fine ci stiamo ancora giocando il titolo di campioni d’Italia.
No, perché se qualcuno alle 23 di domenica sera fosse tornato da Marte e si fosse collegato sui social, avrebbe sicuramente tratto la sensazione che questo Milan stia lottando per non retrocedere! E magari (anzi sicuramente è così) tutti quelli che stanno sparando guano su questa squadra, questi ragazzi e questo allenatore sono gli stessi che nelle famose griglie di partenza del campionato ci mettevano tra il sesto e l’ottavo posto.
La speranza è che molti tifosi riescano ancora a mantenere la lucidità e, pur nella difficoltà del momento e col diritto di critica, siano ancora lì a crederci fino in fondo ed a sostenere questa splendida squadra.






