
Complotto pro Milan?
Milan: ultimo per rigori senza Var, penultimo per rigori a favore, capitano più ammonito per proteste
Cerchiamo di parlare il meno possibile di arbitri ed arbitraggi legati a singoli episodi. Al limite se la cava con qualche sfottò durante la partita, ma mai nei commenti finali o nelle analii successive alle gare. E terrà fede al suo principio, così come è accaduto alla fine della sfida con la Juventus, dove la critica è stata non alle singole decisioni, ma all’atteggiamento complessivo dell’arbitro che ha permesso il gioco duro, ammonendo la prima volta soltanto al 40′. Questo perché stiamo conducendo una battaglia contro il gioco ostruzionistico ed eccessivamente falloso che viene permesso nel campionato italiano, che penalizza lo spettacolo, la qualità e quindi la “promozione” del prodotto Serie A. Come è dimostrato dalla vendita all’estero dei diritti tv rispetto ad altri campionati.
Premesssa necessaria, visto che si potrebbe pensare dal titolo che si vuole parlare di decisioni arbitrali. In realtà, si parla di complottismo e di statistica. Da qui a fine stagione, per altre sei partite, se ne parlerà molto: perché ci sono almeno quattro squadre, oltre al Milan, che possono disputare la volata finale per l’accesso in Champions. In ballo ci sono tra i 40 e i 60 milioni, in base ai punti fatti nel girone, agli spettatori, al passaggio agli ottavi. E per alcune società equivalgono a un terzo del bilancio.
Ecco perché il presidente del Torino ha dichiarato di averci fatto un “pensiero” al fatto che il Milan sia aiutato per accedere alla Champions “dopo aver visto l’arbitraggio” contro la Lazio. Il ds della Lazio Tare ha dichiarato che dopo l’arbitraggio contro la Juve “si aspettava” che il Milan non venisse sfavorito. Come si vede, dichiarazioni anche contraddittorie, perché di fatto Tare ammette che contro la Juve erano stati i rossoneri ad essere stati penalizzati.
Detto che difendiamo la Var (che ha fatto crollare il numero degli errori, cancellando per esempio gli errori su fuorigioco), così come è convinto che basterà una interpretazione uniforne sui falli di mano e sui contatti palla/gamba, per ridurli ancora di più, per parlare di complotti bisogna almeno avere i numeri dalla propria parte. E, nel caso del Milan così non è. Bastano tre situazioni per spiegare che l’accusa non regge proprio.
Il Milan è la squadra che è ultima in questa stagione per numero di rigori assegnati senza Var: il primo è arrivato l’altra sera contro la Lazio. Gli altri due sono stati assegnati solo dopo la revisione al video. Il Milan è penultimo per numero di rigori assegnati a favore: solo 3, come l’Atalanta, contro i 4 del Torino, i 6 di Roma e Lazio. Vero che ha avuto solo 3 rigori contro, mentre sono stati 5 per Atalanta, Lazio e Torino e 6 la Roma. Come si vede, tutto sommato il conto si equivale e se proprio qualcuno è più penalizzato è l’Atalanta. Poi ci sarebbe la classifica dei torti/favori subiti, ma siccome è materia opinabile lasciamo stare (sicuramente non è tra i club avvantaggiati, mentre potrebbe avere qualche ragione il Torino, ma non perché vengono eccessivamente favoriti i rossoneri).
Infine, Alessio Romagnoli è il capitano più ammonito della Serie A, con cinque gialli tutti per proteste. Del resto, essendo uno dei difensori in Europa con più contrasti vincenti nell’uno contro uno, difficle ammonirlo perché stende l’avversario.
E ora speriamo da qui in avanti – visto che anche Acerbi e Bakayoko hanno fatto pace – di poter rtornare a parlare di calcio, ma non più di arbitri e complotti.






