
La proprietà è pronta all'eventuale scontro
Ecco come Elliott è pronta a dichiarare guerra all’Uefa se non potrà investire
Paolo Maldini l’ha detto senza girarci troppo attorno: “Siamo pronti a tutto, abbiamo tante armi. Come club vogliamo che non sia un confronto duro e senza dialogo, il FPF ha azzerato i debiti nel calcio europeo, ma non permettere ad una società sana e senza debiti di intervenire sul mercato è anche incostituzionale“.
L’ex capitano del Milan ha parlato ai microfoni di SportMediaset per spiegare la strategia del Milan dopo il nuovo deferimento alla Camera arbitrale dell’Uefa, il secondo in due anni. E sempre senza che ci siano responsabilità attribubili al fondo Elliott, visto che l’Uefa vuole mettere sotto inchiesta il bilancio 2017-18, anno relativo alla proprietà del misterioso uomo d’affari cinese Yonghong Li.
Cosa significano le parole di Maldini? In pratica, Elliott rivendica il diritto a poter spendere per rafforzare la rosa e raggiungere il pareggio di bilancio proprio grazie agli investimeni che sono necessari per riportare il club in Champions league, soprattutto ora che il Milan non ha debiti, sta lavorando a un progetto per il nuovo stadio e con gli acquisti di gennaio (Piatek e Paquetà) ha dimostrato di volre puntare su giovani di qualità a prezzi contenuti.
In altre parole, il MIlan vuole convincere l’Uefa di avere tutto il diritto a poter investire per la squadra in modo che possa competere con i grandi club e in questo modo attirare sponsor e raggiungere il pareggio di bilancio in tempi “ragionevoli”. Ecco perché aveva gia presentato ricorso al Tas contro le sanzioni – per quanto ridotte – che impongono il rientro nei parametri del fair play finanziario entro l’estate del 2021. Un periodo di tempo che il Milan considera troppo breve. Il nuovo “giudizio” aperto dall’Uefa potrà essere l’occasione per chiudere un accordo in cui il Milan otterrà più tempo per arrivare al pareggio di bilancio, in cambio di precisi impegni finanziari da rispettare anno dopo anno, senza folli spese per i giocatori e aumentando costantemente le entrate.
Senza un accordo – per non parlare in caso di nuove sanzioni – il Milan è pronto non solo a ricorrere di nuovo al Tas, ma di aprire in contenzioso legale sia davanti ai tribunali italiani (per quello Maldini ha parlato di incostituzionalità) ma anche ai tribunali della Ue. Una azione legale che potrebbe minare la natura giuridica stessa dell’Uefa, le sue regole e in particolare quelle relative al fair play finanziario. Un accordo che dovrebbe anche arrivare presto, per consentire al Milan di poter programmare la prossima stagione.






