
Proprio un bel casino
La cosa peggiore è che ci stiamo abituando non solo a non vincere nulla, ma anche ad assistere ogni anno a spiacevoli 'tutti contro tutti' in Società
Non vorrei sembrare volgare, ma 'sto casino (vero o presunto) nei piani alti della dirigenza, non è che stia rompendo le balle?
Ma, dico io: è mai possibile che ogni anno succeda qualcosa che causa malumori là dentro?
Prima Maldini e Massara, poi Pioli, poi Theo e Benna, poi Fonseca, poi Conçeicao, e Furlani, Ibra, Scaroni, Moncada, Tare, Allegri, Leao e chissà di chi mi sono dimenticato.
Un problema è sicuramente Moncada: non si capisce bene il suo ruolo, in effetti. Dovrebbe rappresentare lo scouting, ma, a ben vedere, chiunque non abbia quello che 'ha scoperto Mbappé', fa molto meglio di noi. Un paio di anni fa, su queste pagine di MilanDay, lanciai una provocazione: perché non ingaggiare il capo scout del Lille? Quelli sfornano campioncini ad ogni stagione, noi, invece, ci troviamo sempre con bravissimi ragazzi, ma con la personalità di un coriandolo a maggio. Prendiamo Thiaw, per dirne uno: forte, ma, al primo errore, crollava sistematicamente e gli ci volevano almeno 5 partite per riprendersi.
Giusto soppesare anche il lato caratteriale dei futuri rossoneri, ma qualche figlio di buona donna potremmo anche inserirlo, o no? I bravi ragazzi li mandiamo a fare volontariato, non in campo.
Secondo il mio parere, sono i principi di una persona quelli che contano, non l'irascibilità o la sana cattiveria in campo. Non sto parlando di gente irrispettosa che semina zizzania nello spogliatoio, ma di ragazzi col culo in fiamme, alla Gattuso di una volta (non quello di oggi; adesso potrebbe andare a fare il prete), giocatori che, finita la partita, hanno ancora voglia di distruggere il mondo, non 11 chierichetti che escono dal campo a capo chino. L'educazione è alla base di tutto, ma proviamo a inserire nella rosa personalità di spicco, basta gregari. Con Rabiot e Modric ci stiamo avvicinando, ma se ne trovano anche di più giovani, non è indispensabile andare a pescare 'anziani' a fine carriera o giù di lì.
E non sto parlando di un Balotelli (per esempio); il suo era disagio mentale, non cattiveria; non auspico l'arrivo di ragazzi che rilasciano interviste pepate solo per darsi un tono o che si rendano protagonisti di fatti incresciosi nel tempo libero. E' in campo e solo sul campo che dovrebbero riversare le loro qualità personali, la loro rabbia e cattiveria agonistica.
Si fa tanto parlare di Leao; ecco, Rafa, perseguitato dagli infortuni in questa stagione, è un soggetto che sarebbe consigliabile allontanare. Ma non perché sia un pessimo esempio: lui è fatto così, indolente e apatico alle volte, per poi, quando è di 'luna buona', scatenarsi. Basta, dai: siamo anche stanchi di giustificarlo ad ogni fiacchezza durante le partite. Andarsene sarebbe un bene anche per lui, oltre che per noi: Rafa avrebbe nuovi stimoli in squadre meno problematiche della nostra e, magari, con più ambizioni e noi ci libereremmo di un problema. Dato, poi, che è un giocatore che punta molto sugli scatti e sulla corsa, a 27 anni il fisico comincia a risentirne: sarebbe opportuno anticipare l'inevitabile ed incassare quanto più possibile, il prima possibile.
E che dire di Allegri? La mia umile opinione è che Max non veda l'ora di approdare in Nazionale; riuscire a portare l'Italia prima agli Europei e poi ai Mondiali, sarebbe il coronamento di una invidiabile carriera. Per restare in rossonero, da quel che si racconta, chiede giocatori forti; e se sono forti, saranno pure costosi; e se sono costosi, al Milan non arriveranno mai, questa è una certezza.
L'attenzione spasmodica di Furlani per i conti è assolutamente encomiabile e, visti i risultati economici, decisamente fruttuosa, ma possibile che non si riesca a sgarrare almeno un poco dai rigidissimi parametri imposti sia dalla Uefa che dalla proprietà?
Stamattina, il Corriere dello Sport si domandava dove fosse Cardinale in tutta questa confusione; domanda lecita.
Gerry non è mosso né motivato dal sacro furore di vincere, ma solo di partecipare e poi passare all'incasso. Ma nel calcio, soprattutto per un Club come il Milan, è indispensabile vincere, trionfare, portare a casa trofei, non solo utili d'esercizio.
Tornando al capitolo 'allenatore', se mai Allegri decidesse di levare le tende, io punterei su Maresca; i vari Italiano, Gasperini, Palladino mi stanno sul gozzo e non apprezzerei un loro sbarco in rossonero, ma Maresca potrebbe anche rappresentare un punto d'incontro tra le aspettative economiche del Milan e la necessaria forte personalità di un tecnico di un grande Club.
L'aspetto più importante, però, è mettere ordine nei quadri dirigenziali: Ibra pare più un problema che una risorsa; Furlani deve mollare qualcosa; Moncada è meglio che salpi per altri lidi e Tare, magari, lo segua pure. Jashari e Nkunku sono due enormi delusioni e pesano parecchio sul suo curriculum, poche storie.
Si dice: se non trovi la risposta giusta, è probabile che stai ponendo la domanda sbagliata; ecco, al Milan si fanno la domanda: 'Come raggranellare più soldi possibile?', mentre dovrebbe essere: 'Come vincere lo scudetto e tornare a trionfare in Champions alla faccia dei merdaioli di regime?'.
A Verona si devono prendere i 3 punti.
Non c'è nemmeno da discutere.
Forza Milan, sempre e per sempre!






