
No, non siamo soli
Paura, angoscia, depressione, solitudine, smarrimento, ansia ci fanno compagnia ormai da giorni: ma se vi dicessero che c'è una cura infallibile, la fareste?
Giorno di quarantena n. 23; in questi 23 giorni sono uscito una sola volta, il 25 marzo, per le spese al supermercato.
Io sono un privilegiato, da un certo punto di vista: vivo solo con un cane, tra campagna e collina, in una zona a spiccata tradizione e vocazione agricola (vigneti, uliveti, seminativo); ho un giardino piuttosto esteso (5mila mq), non ho figli che rompono le balle per poter uscire, non ho una moglie che gira come una trottola per casa con in mano lo spray con alcool o candeggina e spruzza dappertutto, non ho vicini di casa particolarmente chiassosi, se non un allevatore di cani dementi che abbaiano senza sosta, non abito vicino a strade con traffico, l'ospedale è vicino ma non così vicino da angosciarmi con le sirene... Insomma: è un posto idilliaco ed una situazione ottimale per provare ad affrontare una quarantena.
Se non fosse che... Sono solo. Non vedo i miei famigliari, che abitano a 30 km da qui, da metà febbraio; mia madre, anziana e di salute cagionevole, mi chiede se 'domani' passo a trovarla; 'No, mamma, non posso muovermi'; 'Allora ci vediamo per Pasqua?'; 'No mamma, non potrò muovermi nemmeno a Pasqua'; 'E allora quando ti vedrò?'; 'Dopo Pasqua, speriamo'. E via così, ogni giorno. Con le sorelle ci sentiamo su WA o Skype; i nipoti probabilmente neanche si ricorderanno di avere uno zio.
La mia attività è chiusa dal 10 marzo (non vendo beni primari).
Parlo al mio cane e le chiedo (è una miss) consigli e pareri, anche sui programmi tv da guardare.
Il mio Milan non se lo caga nessuno se non per 'Gigio se andrà', 'Ibra se ne andrà', 'Theo fa gola a molti', 'Rebic costa troppo' eccetera.
Trascorro le mie giornate su di un'altalena di stati emotivi, come Fantozzi sotto la doccia, ad esempio: un attimo sei euforico, il successivo sei depresso.
'Ricordati che per giovedì devi fare un pezzo' mi dice il boss. Era domenica. Io ho pensato: 'Va be', che sarà mai? Ho tempo ancora 4 giorni per pensarci'.
Ma giovedì è oggi e non so proprio di cosa scrivere.
E' vero: come ho detto prima, sono solo.
Ma non è del tutto vero.
Mi dico alle volte: 'Non ce la faccio ad andare avanti' ecco che: '… Egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte.' (2 Cor. 12, 9-10).
Poi mi lamento: 'Non posso farlo' ma: 'Tu puoi ogni cosa' (Fil. 4, 13), mi viene suggerito.
'Non sono in grado di affrontare tutto questo' ma ecco che 'Ora Dio è potente di fare abbondare in voi ogni grazia affinché, avendo sempre il sufficiente in ogni cosa, voi abbondiate per ogni buona opera' (2 Cor. 9:8).
A volte 'Ho paura'; 'Dio infatti non ci ha dato uno spirito di paura, ma di forza, di amore e di disciplina' (2Tim. 1:7).
Resta il fatto che 'Sono sempre preoccupato'; mi viene detto però: 'Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo; gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi' (1 Pietro 5:6-7).
E rieccoci al 'Mi sento solo'; ma, come detto, non è vero: 'La vostra condotta non sia dominata dall'amore del denaro; siate contenti delle cose che avete; perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò» (Ebrei 13:5).
'Non credo proprio di farcela; è davvero dura' mi sente dire la mia cagnetta; 'Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno, secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù' (Fil. 4:19).
In poche parole: non c'è spazio per deprimersi o, se dovesse accadere, sia lo spazio di un attimo, di un secondo, un lampo indegno sulla nostra esistenza e nulla più.
E' un periodo tragico, quello che stiamo vivendo; vediamo anziani, ma non solo, cadere come mosche; le bare occupano spazi che mai avremmo immaginato; in tante famiglie si piangono morti, deceduti senza il minimo conforto di un proprio caro, un parente, un confessore. Non incontriamo più gli amici, i parenti, i famigliari e siamo disperati. E non si vede la fine di questo incubo.
Ogni giorno sorgono nuove teorie e francamente ci hanno rotto i coglioni; da 'Le scoregge possono contagiare' a 'Gli infetti sono almeno 11/12 milioni', chiunque si crede in dovere di dire la propria, perché sa già che non ci sarà mai una controprova, una smentita scientifica, ufficiale.
E poi c'è gente che va sui balconi a cantare l'inno d'Italia o 'Bella ciao': ma andate a cagare, di cuore. Andate sui balconi a pregare, non a fare gli idioti a farsi ridere dietro!
Pregate e recitate Rosari e Novene; su internet trovate tutte le Novene possibili immaginabili. Il 7 aprile, ad esempio, comincia quella a Santa Bernadette, colei che ebbe l'apparizione di Nostra Signora di Lourdes.
La mia preferita è quella a San Giuseppe, padre putativo di Gesù; Santa Teresa d'Avila disse in proposito: “Qualunque grazia si domanda a San Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada”. La Novena al Patrono della Chiesa e della Famiglia comincia l'11 di marzo di ogni anno (recitata per nove giorni giunge al 19 marzo, giorno, appunto, di San Giuseppe) ma la si può recitare ogniqualvolta se ne senta il bisogno.
Siamo dunque soli? No, decisamente no.
E chi non ha Fede? Bellissima la testimonianza di Sant'Agostino in 'Confessioni 10, 27', che invito a leggere; dice 'Tu eri con me ma io non ero con Te'.
Siediti e aspetta. Se non puoi ora in una Chiesa, siediti comunque e aspetta: Gesù si farà sentire.
Accoglilo.
Il resto verrà da sé.






